ARRIVEDERCI PROFESSORE

CINEMA

ARRIVEDERCI PROFESSORE

In molti hanno paragonato questo discreto film scritto e diretto dall’esordiente Wayne Roberts all’Attimo Fuggente di Peter Weir, capolavoro tra i più amati nella storia recente del cinema, sia dalla critica che dal pubblico. In realtà le vicende che vedono come protagonista Richard, insegnante di letteratura cui viene diagnosticato un male incurabile e che decide, per questo, di godere di tutto quello che la vita gli può offrire nel poco tempo rimasto, poco ha a che vedere con il grande John Keating della Setta dei Poeti Estinti. Semmai, per motivi diversi, sovviene alla mente un altro capolavoro ambientato nel mondo della scuola, il bellissimo Au Revoir Les Enfants, di Louis Malle, Leone d’Oro all’edizione numero 44 del Festival del Cinema di Venezia. Il lavoro di Roberts non mi è dispiaciuto affatto, anzi, il filo comico che si mescola con il romantico in maniera semplice e diretta  rende la visione oltremodo piacevole, nonostante la drammaticità dell’argomento trattato, sia per la regia attenta e scevra da orpelli e virtuosismi di genere, che per l’ottima prova attoriale di un bravissimo Johnny Depp, ripulito da qualsiasi maschera da box office, che siamo riusciti ad ammirare nella sua performance in lingua originale grazie a una proiezione speciale organizzata dal multisala del Città Fiera di Martignacco. Depp tiene lo schermo nello stesso modo in cui si fa abitualmente con il palcoscenico di un teatro esaurito in ogni ordine di posti. La genuinità, che si arricchisce via via dell’abituale sarcasmo recitativo della star americana che riesce in questo modo a nascondere la malinconia per l’addio terreno, colora le espressioni e le movenze dell’amato professor Richard, protagonista di un delicato e commovente discorso finale. Andatelo a vedere, senza aspettarvi giovani allievi in piedi sui banchi, con lo sguardo sognante di un romantico, vi piacerà, ne sono certo.

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