COCAINE – LA VERA STORIA DI WHITE BOY RICK

CINEMA

COCAINE – LA VERA STORIA DI WHITE BOY RICK

 

Un vero e proprio pugno allo stomaco. Lo si dice spesso di un film duro, diretto, che tratta un argomento difficile da digerire. In questo periodo, dove il tempo della critica si spende prevalentemente a discutere dell’ultimo lavoro di Lars Von Trier, ci si è dimenticati di questo splendido lavoro diretto da Yann Dammage, che qui ci propone la sua seconda opera dopo il fortunato esordio del 2014 con l’ottimo ’71. Il regista francese abbandona la verde irlanda scossa dal conflitto con il Regno Unito per il riconoscimento dell’indipendenza, e si butta a capofitto a ritroso nel tempo, nella Detroit degli anni ottanta, per raccontarci la storia di un adolescente bianco che, assieme alla sua famiglia, vive in un quartiere totalmente nero. La sua è una famiglia con poche risorse, il padre Richard, interpretato alla grande da un enorme Matthew McConaughey, che non sbaglia mai niente quando entra dentro un personaggio, è un uomo poco coraggioso che si occupa di armi da fuoco, che poi vende di contrabbando a casalinghe e delinquenti. Junior, soprannominato poi White Boy dai componenti delle gang con le quali lavorava, è un ragazzo piuttosto sveglio, è lui che si occupa delle cose di famiglia, e sarà sempre lui a pagare il prezzo più alto. Una pellicola notevole, ben diretta, nella quale si intravede l’america industriale decadente, che racconta una storia vera che arriva dritta al cuore dal primo all’ultimo fotogramma. Nettamente il migliore dei film usciti dall’inizio del 2019, prodotto da Darren Aronowsky, la cui scenografia è stata curata dalla milanese Stefania Cella, già vincitrice del David di Donatello per La Grande Bellezza. Le musiche sono di Max Richter, che aveva lavorato in Italia con Saverio Costanzo per L’amica Geniale. Andate al cinema e non perdetevelo, sarebbe un peccato.

 

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