COLD WAR, la recensione del nuovo film di Paweł  Pawlikowsky

CINEMA

COLD WAR

 

Cold War è un film polacco diretto da Paweł  Pawlikowsky, conosciuto per lavori passati assolutamente importanti, tra di essi Ida, My Summer of Love e The Last Resort. Il regista di Varsavia qui si cimenta in un bianco e nero accattivante, prendendosi cura di ogni minimo particolare in modo quasi maniacale. La sceneggiatura, dello stesso Pawlikowsky, è struggente, drammatica, commovente, ma anche e soprattutto incredibilmente romantica. Siamo in Polonia sul finire degli anni quaranta, la guerra fredda è solo all’inizio quando Wiktor e Zuzanna si incontrano per la prima volta, lui pianista, lei cantante, e subito la passione esplode in tutto il suo fragore. Pochi anni più tardi, durante un concerto a Berlino, Wiktor decide che è venuto il momento di fuggire dal gioco comunista ma la bella Zuzanna non si presenta al rendez-vous. Si inseguono per vent’anni per tutta Europa, perdendosi e ritrovandosi, affrontando mille pericoli e superando difficili prove emotive. Un film di rara bellezza, girato in maniera encomiabile che vede Joanna Kulig e Tomasz Kot, che interpretano i due protagonisti della vicenda, fornire una prova recitativa straordinaria, senza sbagliare mai nulla, raccontando, attraverso le loro performance, una storia nella storia. Nella sua essenza intima e, nel contempo, tragica, Cold War diventa un piccolo capolavoro man mano che passano i minuti, è difficile trattenere le lacrime come spesso accade davanti a una grande storia d’amore, perché si tratta di un vero e proprio affondo all’animo, ma la realtà è che la corsa verso l’eternità di Wiktor e Zuzanna è una carezza al cuore. Non perdetevelo, non fatelo, certi tuffi romantici sono indispensabili per arricchire la vita di ognuno di noi.

 

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