COPIA ORIGINALE – LA RECENSIONE

CINEMA

COPIA ORIGINALE

Può accadere, a volte, che un, o una, regista esordiente, firmi dei piccoli capolavori, salvo poi non ripetersi più negli anni a venire, mi viene in mente Robert Rodriguez, ad esempio, e la sua carriera costellata da pochi alti e molti bassi dopo El Mariachi. Spero che lo stesso non accada a Marielle Heller, che ha diretto in modo magistrale questo film meraviglioso e memorabile, Copia Originale, sottovalutato dal grande pubblico ma non dalla critica, a quanto pare, che ha riservato a questa pellicola recensioni più che lusinghiere, e non a torto. In primo luogo voglio scrivere della fotografia di Brandon Trost, straordinaria e raffinata, che trasforma ogni fotogramma in un quadro da esposizione, prendendosi cura di ogni minimo dettaglio regalando, in questo modo, alla platea, un risultato che sfiora la perfezione assoluta. Poi, per quel che riguarda la regia, ci si trova di fronte a un lavoro prodotto a regola d’arte, impeccabile e senza la minima sbavatura. Di notevole spessore anche l’interpretazione commovente di Melissa McCarthy, della quale avevamo già parlato ieri riguardo alla bella commedia Io sono Te, che si svela in una parte drammatica che la consacra tra le grandi rivelazioni degli ultimi anni. E’ candidata al Premio Oscar, difficilmente porterà a casa la statuetta, ma la sua performance rimane comunque di enorme livello. Bravissimo anche Richard E.Grant, anche lui tra i papabili per quel che riguarda gli attori non protagonisti, che ricorda molto da vicino, specie nel finale, Tom Hanks in Philadelphia. Caratterista in auge da alcuni decenni, Grant ha meritato la menzione dell’Academy Awards e spero possa pronunciare un bel discorso di ringraziamento domenica sera. La terza e ultima candidatura riguarda la magnifica sceneggiatura non originale di Nicole Holofcener e Jeff Whitty, che hanno narrato in maniera impeccabile la vita di Lee Israel, scrittrice americana venuta a mancare solo pochi anni fa, una donna ruvida, scontrosa e geniale che è balzata agli onori delle cronache nei primi anni novanta per essersi inventata alcune lettere autografe di noti intellettuali del passato e averle vendute per potersi pagare l’affitto e le medicine per il gatto. Un film fondamentale che deve essere assolutamente visto, quindi datevi da fare e correte al cinema, si preannuncia un fine settimana piuttosto freddo.

 

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