DUMBO

CINEMA

DUMBO

Tim Burton ritorna, e lo fa in grande stile, come è suo costume, realizzando un film straordinario che rievoca gli antichi fasti di Edward mani di forbice e Big Fish. Il regista di Burbank non realizza le sue pellicole in maniera canonica, lui le dipinge, fotogramma dopo fotogramma, ispirato dalla sua coscienza colorata e istrionica, dal suo essere un po’ naif e un po’ ribelle. La sua vena dark atipica, animata da colori vivi e particolari, rientra nel fare visionario di alcuni geni della cinematografia moderna, e non si disperde nemmeno nella rivisitazione di un classico di Walt Disney come Dumbo. La realizzazione è spettacolare, la comunicatività dell’immagine e la fotografia raccolgono l’idea felliniana di un universo picaresco ai limiti del grottesco, che però raggiunge picchi altissimi di poesia. Burton dirige con la solita verve giocosa del bambino che è stato, arricchisce qualsiasi momento del racconto con inquadrature degne della migliore arte espressionista, regala ritmo, emozioni, lacrime e sorrisi con rinnovata passione, la stessa che mette nel descrivere lo sguardo del protagonista, un elefantino nato con un talento speciale. Gli occhi sono un tratto dominante del cinema di Tim Burton, al di là dei richiami alla sua filmografia, vengono sempre messi al centro della narrazione e dello schermo, sono il fulcro del suo messaggio e del suo pensiero, descrivono sempre perfettamente il disagio e la gioia che la diversità, passione dominante dei lavori di Burton, raccoglie dentro l’animo umano. Dumbo parla di questo, punta dritto alla sostanza del sentimento personale, spinge alla riflessione in ogni istante, sorretto dalla splendida colonna sonora del grande Danny Elfman, dalla fotografia del fenomeno Marvel Ben Davis, dalla scenografia del mago degli sfondi di Sleepy Hollow, il bravissimo Rick Heinrichs. Il cast è la ciliegina sulla torta della pellicola, a cominciare da Colin Farrell, che trasmette perfettamente le caratteristiche dell’eroe decaduto in cerca di riscatto personale. Eccezionale Michael Keaton, che regala il meglio del suo repertorio nei panni del cattivo di turno, così come lo splendido Danny De Vito, dispensatore di simpatia e umanità, e la bella e affascinante Eva Green, attrice di carattere, spesso sottovalutata ingiustamente dalla critica, che anche questa volta offre al pubblico una performance di grande livello. Andatelo a vedere, non solo per accompagnare i vostri figli, ma anche per ritrovare la fantasia fiabesca che alberga da sempre nel cuore di tutti, a tratti sopita certo, ma pronta a risvegliarsi quando serve, come in questo caso, davanti al romantico incedere svolazzante di un cucciolo d’elefante con le orecchie troppo grandi.

 

 

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