HELLBOY (2019)

CINEMA

HELLBOY (2019)

Hellboy è un personaggio scanzonato, ironico, decisamente simpatico. Rappresenta, in qualche modo, le debolezze che ogni essere umano tiene a bada con difficoltà e, alla fine, si schiera sempre dalla parte giusta quando serve. Questa versione dell’eroe nato negli inferi disegnato da Mike Mignola diverge, per molti aspetti, da quella regalata da Guillermo del Toro nella sua tormentata e travolgente rielaborazione in due atti realizzata nel decennio scorso. D’altro canto Neil Marshall è un regista totalmente diverso, che viene dall’horror puro e qui ha confezionato una commedia splatter truculenta e raccapricciante, in perfetto stile Descent, infarcita di parolacce e humor nero. Il ritmo tiene perfettamente, David Harbour fa il suo lavoro con precisione e regge in qualche modo il confronto con il grande Ron Perlman. Mila Jovovich, dal canto suo, è perfetta per le parti da cattiva, grazie alla sua algida e spigolosa presenza scenica. Il Rosso Hellboy è un compagnone molto simile a Bud Spencer, si preoccupa degli amici ed è uno sul quale puoi sempre contare. Si arrabatta tra bettole e postriboli con piglio maledetto e sofferente, regalando battute dissacranti e scazzottate epiche. Una figura simile non può che essere sostenuta da una colonna sonora rock decisamente potente, che raccoglie elaborazioni figlie degli anni settanta e puro metal contemporaneo. In definitiva, questo reebot prodotto da Lawrence Gordon non delude le attese dei fan di genere, pur non essendo un capolavoro e risultando, a tratti, esageratamente violento e sanguinoso, spesso in maniera del tutto gratuita. Andatelo a vedere tranquillamente, ma lasciate a casa i bambini, non è un film adatto a loro.

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