IL RAGAZZO CHE DIVENTERA’ RE

CINEMA

IL RAGAZZO CHE DIVENTERA’ RE

 

Non aspettatevi grandi cose se avete più di 18 anni. Il Ragazzo Che Diventerà Re, infatti, è la classica favola per ragazzi che riprende un’antica leggenda, in questo caso quella di Re Artù, e la attualizza temporalmente riportandola ai giorni nostri. Non è un brutto film, pur godendo di una qualità dell’immagine più simile a quella di un TV movie che a una proiezione da sala, tuttavia presenta dei buoni effetti speciali, una brillante fotografia, a cura del fenomeno di Matrix Bill Pope, che esalta la bellezza della Cornovaglia, e una sceneggiatura più che discreta. La regia è stata affidata a Joe Cornisch, alla sua seconda prova dopo la fortunata pellicola del 2011 Attack the Block, che porta avanti la narrazione senza grossi picchi o strafalcioni, confezionando, alla fine, un prodotto più che onesto per un target mirato di pubblico. Nel cast, formato prevalentemente da ragazzi esordienti, spicca la presenza del grande attore teatrale Patrick Stewart, straordinario interprete delle opere di William Shakespeare, conosciuto però al grande pubblico per il personaggio di Jean-Luc Picard nella serie Star Trek – The Next Generation. La trama è abbastanza semplice e si rifà ad alcuni cliché del passato. Un giovane studente di scuola media, oggetto, assieme al suo migliore amico, di atti di bullismo, trova in un cantiere Excalibur, la leggendaria spada di Re Artù, conficcata in un blocco di calcestruzzo. Aiutato dal Mago Merlino cercherà di contrastare l’attacco a un’umanità malata portato dalla perfida Morgana. Niente di nuovo quindi, ma si tratta di una produzione non particolarmente violenta e volgare, che si lascia vedere fino alla fine e che, in definitiva, agli adolescenti, non dispiace affatto, un po’ Goonies un po’ i Ragazzi della via Pal. 

Facebook Comments