IL TRADITORE

CINEMA

IL TRADITORE

Marco Bellocchio è il regista più importante che il nostro paese può mettere su piazza in questo delicato momento storico. Il suo tocco raffinato, delicato, incisivo e duro rispecchiano fedelmente il suo modo di fare cinema, di fare cronaca. Durante la sua lunga e importante carriera, Bellocchio ha portato all’attenzione del pubblico alcune delle storie più scomode del secolo scorso, senza mai impantanarsi nel pregiudizio, e lo fa anche questa volta, raccontando un mafioso, un delinquente, un assassino, che però, per vari motivi, con il tempo si redime e mette il suo coraggio al servizio della giustizia: Tommaso Buscetta. Soldato di Cosa Nostra fin dal 1944, “Don Masino” si rende protagonista di tutte le vicende di mafia del dopoguerra, abile a entrare in clandestinità nei momenti più difficili con l’unico obiettivo di rimanere vivo. Tra la pellicola di Bellocchio e le notizie trovate in rete su quella che era l’attività criminale di Buscetta ci sono molte incongruenze, ma la verità è che il regista piacentino ha voluto soprattutto dire di un uomo, delle sue paure mascherate dalla tipica spocchia dettata dall’incertezza, del suo amore per la famiglia, del suo rapporto con il giudice Giovanni Falcone. L’iter giudiziario di Buscetta è noto a tutti, grazie alle sue rivelazioni centinaia di criminali vennero arrestati, ma il film riserva comunque parecchie sorprese, soprattutto grazie una sceneggiatura davvero ben scritta che fa il paio con una regia asciutta, oltre alla straordinaria fotografia di Vladan Radovic, che non sbaglia, e lo dico davvero, nemmeno un frame. Ma quello che rende quest’opera un mezzo capolavoro è l’incredibile performance di Pierfrancesco Favino, che, bisogna dirlo, è diventato uno dei più grandi attori europei in circolazione. La sua espressività non ha eguali, disegna per gli spettatori un personaggio di rara intensità emotiva, la sua prova recitativa è una delle migliori degli ultimi dieci anni in senso assoluto. Enorme nel suo ruolo da comprimario anche Luigi Lo Cascio, strepitoso nella scena dell’interrogatorio. Il Traditore è un film da andare a vedere di corsa, senza alcun dubbio. Correte.

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