John Wick 3 – Parabellum, la recensione

CINEMA

John Wick 3 – Parabellum

Ci sono un paio di cose da dire sulla saga e su questo film in particolare. La prima è che probabilmente le riprese sono terminate per la mancanza assoluta di altre comparse da far massacrare sul set dal protagonista. Solo una volta mi pare di avere assistito, infatti, a una mattanza simile, si trattava di un’opera cinese al Far East Film Festival e sono passati molti anni, per questo ricordo poco e quasi nulla, ma lì, alla fine, l’eroe aveva pensato bene di farla finita lasciando dietro di lui solo il deserto. Di sicuro questo non accadrà con John Wick, ci sarà sicuramente un quarto capitolo e poi chissà quanti altri, perlomeno fino a quando Keanu Reeves non andrà in pensione. Perchè l’altra cosa che dà senso ai vari capitoli delle violente vicende che vedono impegnato il killer di origine bielorussa è proprio questa, la presenza dell’ ex Home Private Idaho, ex Neo, ex Johnny Mnemonic ed ex John Constantine, uno dei tre o quattro super fighi che Hollywood ci ha regalato nel secolo scorso, il buon vecchio Keanu, uno dei pochi in grado di dare vita a John Wick, grazie al suo volto maledetto e alle sue pose che hanno fatto sognare milioni di ragazzine e ragazzini della mia generazione. Ecco, sarebbe tutto qui, un bell’uomo con l’andazzo del cowboy che uccide chiunque gli rompa le balle per tre film di seguito, un po’ Eastwood un po’ Bruce Lee, ma invece c’è di più. Si, perché certe cagate le puoi fare comunque in due modi : bene o male, e in questo caso il regista Chad Stahelsky ha fatto le quello che doveva fare in maniera perfetta. Ritmo vertiginoso, fotografia perfetta, cura maniacale delle scene d’azione senza grossi fronzoli ed effetti speciali ma con un timing degli stuntman praticamente perfetto. In definitiva, Parabellum non verrà ricordato come uno dei più grandi film di sempre, ma per gli amanti del genere o per chi ha voglia di passare due ore senza pensare a niente va molto più che bene.

 

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