LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO

CINEMA

 

Molto probabilmente partire dal prequel per avvicinarsi ad una saga non è una scelta del tutto sbagliata.

In questo modo è più facile seguire l’andamento temporale della vicenda e inserirsi poi nel contesto attraverso Netflix o Infinity, infine, e non si tratta di un aspetto da sottovalutare, diventa più semplice la comprensione delle origini della storia e di quello che frullava nella mente dello sceneggiatore di uno dei film più sottovalutati e lacrimogeni di Francis Ford Coppola, cioè Jack, e che poi ha partorito The Purge con la serenità di una massaia davanti a un piatto di tortellini, stiamo parlando di James DeMonaco.

Questo scrittore di origine italiana è stato anche il regista dei primi tre capitoli, che poi alla fine sono gli ultimi tre, lasciando quest’anno il testimone nelle mani del semisconosciuto Gerard McMurray, che fino a quel momento aveva girato solamente Il Codice del Silenzio, una produzione Netflix uscita l’anno scorso. Detto questo, La Prima notte del giudizio non è affatto un brutto film, ha ritmo, sostanza nelle scene d’azione, una fotografia decente e una regia moderna. Riflette anche su alcune problematiche assolutamente attuali, soprattutto sulla difficoltà che ha una certa parte più debole della società a vivere una vita dignitosa con la possibilità di emanciparsi dall’indigenza e di realizzarsi economicamente e lavorativamente.

Il senso di tutto è che quasi sempre gli ultimi vengono fregati e devono ribellarsi per ottenere qualcosa, anche se spesso nemmeno quello serve. In questo caso invece i cattivi non riescono a farla franca, almeno fino al prossimo episodio della saga. The Purge è diventata anche una serie TV che uscirà a settembre 2018. Mi aspetto qualcosa di importante, intanto andate a vedere il film.

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