LE LEGGI DEL DESIDERIO

CINEMA

Sono sempre contento di scrivere di un film quando mi è piaciuto, ancora di più quando si tratta di un Made in Italy, vista la preoccupante penuria in fatto di qualità che il nostro cinema si porta dietro ormai da anni, salvo rare eccezioni. Le Leggi del Desiderio è un film di Silvio Muccino del 2015, quindi non esattamente una novità, ma l’ho rinvenuto sgarfando nelle teche Infinity per passare un pomeriggio liscio. Si tratta di un film scritto bene, molto recitato, divertente, ma attento ad alcune dinamiche sociali e, a tratti, persino commovente. A me non è mai dispiaciuto il più piccolo dei fratelli Muccino, è giovane, ma sa il fatto suo, conosce il set, le sue dinamiche, dirige gli attori come se fosse a teatro, e non sbaglia, è uno che ha idee e anche molti margini di miglioramento, ritrova le immagini che cerca dentro capolavori indipendenti del cinema americano, ma racconta le sue storie alla maniera francese, adorabilmente leggera però mai banale, e quest’indole europea affiancata dal raffinato gusto personale ne fa un ottimo regista. Si intravede un po’ di Magnolia, ma poco, nella caratterizzazione del personaggio principale, Giovanni, un motivatore PNL privo della sfiga che contrassegna quelli autentici che vediamo ogni tanto sparare puttanate alla tele. Ma poco, dicevo, si tratta più che altro di una citazione, poi la narrazione prosegue per conto proprio, e piace per come scivola assieme al tempo di un primo pomeriggio primaverile. Il cast è notevole, bravi tutti, soprattutto Nicole Grimaudo e Carla Signoris. Ai botteghini il film è stato un vero flop, peccato sul serio, andava visto, aiutato, pure premiato.

   

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