MACCHINE MORTALI

CINEMA

MACCHINE MORTALI

Finalmente. Aspettavo questo film da un po’, non per niente, ma è prodotto da Peter Jackson, uno dei tre quattro che sanno fare cinema in maniera superlativa. Il regista, vi diranno, è un esordiente, ed è vero, però si tratta di un esordiente che ha vinto un premio Oscar, un British Award e un Saturn Award, oltre a tanti altri riconoscimenti con i quali non vi tedierò, per gli effetti speciali,certo, ma ha lavorato anche come storyboard artist, aiuto regista, aiuto scenografo, montatore del suono e , infine, anche attore. Insomma, chi più di lui all’esordio avrebbe potuto dirigere una pellicola sontuosa come Macchine Mortali, e vi posso assicurare che il ragazzo (ormai più che quarantenne) ci sa fare di brutto. Tutto è tratto da un bel romanzo di Philip Reeve, anche se qui i riferimenti sono diversi e vanno da Blade Runner a Mad Max, da Guerre Stellari a Frankenstein, fino a Terminator. Tutto questo non da assolutamente fastidio, non quanto ne ha dato, ad esempio, Tarantino, smazzando Cat People (Putting Out Fire) di Bowie dal Bacio Della Pantera, dentro Bastardi Senza Gloria molto, ma molto, a cazzo. Qui no, ci sono dei riferimenti letterari che diventano cinematografici e vanno assolutamente bene, perché fanno parte della storia del mondo per come la conosciamo, ed è proprio sul passato che poggia tutta la storia, su quel che è stato e su come lo abbiamo vissuto, sui miti della fine del secondo millennio e dell’inizio del terzo, che non sono più fantasia narrativa ma un pezzo di un mondo reale che non c’è più. Un grande lavoro, un film da vedere assolutamente in sala, curato nei minimi particolari, dove il trucco e scenografia riconquistano la scena aiutati brillantemente dalla nuova tecnologia due punto zero. Non perdetevelo.

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