NUREYEV – THE WHITE CROW

CINEMA

Nureyev – The White Crow

Ho già scritto in altre occasioni di pellicole che, uscite senza grossi clamori e battage pubblicitari, riescono a balzare agli onori della cronaca in maniera piuttosto sorprendente. E’ il caso di questo bel film prodotto e diretto dall’attore inglese Ralph Fiennes. Certo, la storia della vita dello straordinario ballerino di origine tartara aiuta molto lo sviluppo spettacolare del lavoro di Fiennes, che dirige ed elabora un prodotto molto europeo con delle derive di nicchia che non sono solo puro esercizio di stile. Si intravedono, in quest’opera diretta con il giusto piglio, riferimenti al capolavoro di Tarkovskij “ L’infanzia di Ivan”, oltre a qualche guizzo alla Scott Hicks, ma tant’è, Fiennes riesce a regalare al pubblico un film schietto, alternativo alla metodica sequela di porcherie biografiche sterili e mal fatte, ricco di inquadrature romanticamente blasé, in un coacervo di emozionanti sequenze in bianco e nero che rimandano al passato, mentre il presente viene dipinto con dei colori vivi, esattamente come deve essere per un lavoro che racconta la danza, quella fatta di sacrifici e talento, di rigida disciplina e austera bellezza classica. Nureyev non aveva un carattere facile, ma stiamo parlando di un uomo nato sulla linea ferroviaria transiberiana durante un rigido inverno russo, che ha combattuto e quasi sempre vinto battaglie difficili da combattere, testardo come un mulo e animato da una bramosia della ribalta tipica dei grandi artisti che hanno animato il Novecento. Un film da non perdere assolutamente che vi lascerà in bocca un buon sapore, quello del grande cinema, che a volte, come in questo caso, emerge senza squilli di tromba e rulli di tamburi, ma si consacra inevitabilmente davanti al pubblico, come dovrebbe sempre essere quando di parla della settima arte.

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