SUSPIRIA 2018: IL REMAKE DI LUCA GUADAGNINO

CINEMA

SUSPIRIA

 

Non sono mai stato un grande fan dei remake, a meno che non si tratti di film poco conosciuti o sottovalutati, cui un regista cerca di dare una nuova luce. Rifare lavori di successo è sempre stato, per come la vedo io, un processo fine a se stesso, un mero esercizio di stile che ha coinvolto il fior fiore del talento registico mondiale, dai fratelli Cohen a Gus Van Sant. Dario Argento è un grande, anche se non ho mai amato il genere, pellicole come Profondo Rosso e Phenomena rimarranno per sempre nella storia del cinema, così come Suspiria, sotto certi aspetti il vero capolavoro del maestro romano. Riproporlo diretto da un altro, per come la vedo io, non ha un grande senso, certo, Guadagnino ha detto che il suo è stato un omaggio ad Argento, però io continuo a non essere convinto, nonostante il risultato, perché alla fine, Suspiria di Guadagnino è un gran bel film. Se il 1977 non fosse esistito si potrebbe tranquillamente parlare di capolavoro, la fotografia di Sayombhu Mukdeeprom è semplicemente spettacolare (d’altronde il bravissimo direttore thailandese aveva fatto già grandi cose con Lo Zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, film meraviglioso e toccante), i particolari sono curati in maniera maniacale, l’incedere del film è raffinato, non c’è niente, ma proprio niente, che non vada. La scelta di Tilda Swinton è stata, ovviamente, azzeccata. E’ bravissima a sostenere tutte le parti, offre una prova recitativa straordinaria, a tratti sofferta. Non stupisce nemmeno l’ottima performance di Dakota Johnson, che qui, probabilmente, alza di molto l’asticella di quello che potrebbe essere il suo livello futuro. Una menzione particolare va alla strepitosa colonna sonora di Thom Yorke, il vero valore aggiunto di questa produzione horror.  Alla fine, nonostante le mie perplessità sui remake, questa nuova versione di Suspiria va gustata fino in fondo, in maniera devota e silenziosa. Guadagnino è un regista importante, quindi comunque sia a lui va il mio plauso, anche se aspetto il suo prossimo lavoro per capire meglio il suo talento.

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