TED BUNDY – FASCINO CRIMINALE

CINEMA

TED BUNDY – FASCINO CRIMINALE

 

Realizzare un film biografico non è mai una cosa semplice, soprattutto quando si riferisce a uno tra gli uomini più malvagi del secolo scorso. Ted Bundy era essenzialmente questo, un maniaco criminale, un essere umano senza pietà che ha massacrato decine di donne senza provare mai un minimo rimorso, un assassino seriale tra i peggiori, una bestia. Chi ha avuto modo di avere a che fare con lui per motivi legati ai suoi crimini e ai relativi processi lo descrive così, l’essenza del male, ed egli stesso dice di sé di essere il più grande figlio di puttana che la storia abbia conosciuto, però, come spesso accade a chi balza agli onori della cronaca per fatti di sangue, è riuscito a catturare l’attenzione di un’ audience compiacente e incredibilmente vasta. Ted Bundy è stato uno studente brillante, che dopo avere conseguito una laurea in psicologia si iscrive alla facoltà di legge. Esteticamente bello, piace alle donne seduce con estrema facilità, anche se lo stesso capita con i maschi, che riesce ad affabulare grazie a una dialettica invidiabile e a un’ottima cultura. Ted Bundy insomma è un uomo intelligente, che proviene, peraltro, da una famiglia unita e molto religiosa, che gli regala un’educazione intrisa di buoni sentimenti. Eppure, d’un tratto, all’inizio degli anni Settanta, dentro la sua mente scatta qualcosa, e incomincia in questo modo una delle più macabre sequenze di efferati omicidi di sempre. Questo lavoro diretto da Joe Berlinger non è, come si potrebbe pensare, un horror truculento, ma un racconto molto dettagliato tratto dal libro di quella che è stata il grande amore del serial killer americano, Liz Kendall, qui interpretata in maniera magistrale da Lily Collins, figlia di Phil e attrice di grande qualità. Nei panni di Bundy un bravissimo Zac Efron, assolutamente somigliante, che regala al pubblico una performance praticamente perfetta. Nel cast anche il grande John Malkovich, l’ottimo Jim Parsons, Kaya Scodelario e un ormai adulto Haley Joel Osment. In definitiva, questa è una pellicola scritta molto bene e diretta in maniera impeccabile, che racconta, tra le altre cose, gli anni settanta grazie a una scenografia convincente e a una fotografia accattivante. Una chicca imperdibile.

 

 

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