X-MEN: DARK PHOENIX

CINEMA

X-MEN: DARK PHOENIX

La saga Marvel che racconta le vicende degli X-Men non è mai realmente esplosa, tranne forse per i primi due episodi, probabilmente per colpa del fatto che, fondamentalmente, la storia di questa scuola di mutanti è molto scritta e meno basata sugli effetti speciali, che ci sono, certo, ma non imperano come nelle altre pellicole ideate dal grande Stan Lee. Detto che, a mio avviso, il top di genere è stato toccato con gli ultimi due lavori sugli Avengers, io, al contrario del pubblico, trovo invece che la saga X-Men sia coinvolgente, e sta al mondo dei supereroi così come la Nouvelle Vague francese sta al cinema contemporaneo. Intendiamoci, Dark Phoenix non è un capolavoro e, probabilmente, non è nemmeno il miglior film tra tutti quelli progettati per raccontare le vicissitudini di Magneto e del Professor X, ma è comunque l’intrigante anello di congiunzione tra il passato e il presente reinventato per il cinema e distante anni luce dalla sceneggiatura fumettistica, qui si parla prevalentemente della scomodità della diversità, di come viene osteggiata e combattuta, quando invece dovrebbe essere compresa e condivisa. La regia, questa volta, è stata affidata allo sceneggiatore Simon Kinberg, all’esordio dietro la macchina da presa, che ha lavorato con Guy Ritchie in Sherlock Holmes ed è stata una delle penne di X-Men già in Conflitto Finale. Il cast è piuttosto ricco, come sempre accade in queste pellicole, e vede la presenza di Jamers McAvoy, Michael Fassbender e Jennifer Lawrence. La fotografia è curata dal bravissimo direttore italiano Mauro Fiore, che conosciamo soprattutto per la firma posta in calce ad Avatar e Training Day. In conclusione, per tutti coloro che amano i prodotti Marvel la visione è consigliata, per tutti gli altri sarebbe necessario un veloce ripasso on line dei capitoli precedenti prima di avvicinarsi a Dark Phoenix, ma comunque sia, andate al cinema quando potete, fa sempre bene e migliora l’umore.

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