13 REASONS WHY

NETFLIX e INFINITY

Una delle novità più distintive degli ultimi anni, per quel che riguarda i prodotti televisivi, sono le serie chiuse, quelle, cioè, che durano il tempo di una stagione e non contemplano la realizzazione di altre puntate. Capita però, a volte, che alcuni lavori piacciano così tanto da richiedere una o più appendici.

Mi vengono in mente, per il momento, due classici Netflix, La Casa de Papel e Dark. Per il riuscitissimo 13 è valso lo stesso schema,  la voglia di bis ha vinto su tutto e ci è stato regalato il sequel di questa storia ambientata nella provincia americana, quella bigotta e omertosa, dove la classe abbiente conta ancora qualcosa ed è molto facile perdersi nell’alcol e nella droga.

Sono state accentuate le caratteristiche di denuncia che avevano fatto capolino durante la prima stagione, la violenza sulle donne, il bullismo, la solitudine con la quale spesso i giovani si trovano a fare i conti. Si parla anche di omosessualità, finalmente come  fosse un fatto che rientra nella normalità, e quindi di storie d’amore adolescenziali, senza la tipica e qualunquistica divisione omo/etero, si ama, si soffre, si vive, a volte, purtroppo, si muore.

13 cerca delle risposte, è vero, vuole accertare le  responsabilità che spesso non vengono prese in considerazione quando si parla di ragazzi in difficoltà, e si concentra sulle abitudini sociali dell’ America dei nostri tempi, incastrata tra Facebook e Tinder, spesso violenta e maschilista.

13 Reasons Why vale la pena di essere guardato con attenzione, aiuta a capire certe dinamiche che spesso diamo per scontate, ma che a volte portano a tragedie che si sarebbero potute

tranquillamente evitare.

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