AFTER LIFE

NETFLIX e INFINITY

Ecco, quando Netflix regala spazio a serie televisive così ben fatte, giustifica il costo dell’abbonamento e soddisfa le attese di un pubblico sempre più vasto. In definitiva credo che la piattaforma di distribuzione americana possa fare il bene del cinema e della televisione, soprattutto quando produce lavori di livello, scritti, diretti e interpretati in maniera sublime, con grande attenzione per i particolari ma, sopra ogni cosa, per la storia raccontata. In questo caso quella di un uomo, Tony, interpretato dal bravissimo Ricky Gervais, che qui è anche ideatore e regista, alle prese con la solitudine e la depressione per la morte della moglie, malata da tempo di cancro. Tony fa il cronista in un giornale di una piccola città della campagna inglese, vive ogni situazione in maniera cinica e sarcastica, tenta più volte di togliersi la vita senza successo, dissuaso in qualche modo dallo sguardo del suo pastore tedesco. Gervais rende al meglio il personaggio grazie al suo innato e disincantato senso della comicità, perché nonostante la tragedia il senso della battuta non si perde praticamente mai, e questo modo di intendere le cose diventa quasi terapia per aiutare a superare il dolore. Queste sei brevi puntate, dal finale romanticamente malinconico, strappano qualche lacrima e qualche sorriso, lasciando dentro al cuore il ricordo di una storia dolce che sembra scritta da Emily Brontë, ma che tratta anche argomenti piuttosto difficili, come la dipendenza dall’eroina, le difficoltà nell’accudire i malati di Alzheimer e l’abbandono. Una delle serie migliori in assoluto, sicuramente la più bella e intensa di questo inizio del 2019, che non dovete perdervi per nessun motivo, magari coccolati da una cioccolata calda, meglio nel silenzio di una notte primaverile.

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