Alibi.com: la recensione del film di Lacheau

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Ho un debole per la Francia, la sua cultura, le sue città, Parigi, l’arte, la storia. E il cinema. Ho un debole soprattutto per il cinema francese, ne parlo con gli amici, alla radio, si tratta di una vera e propria passione che è nata da bambino dopo un breve innamoramento per Brigitte Bardot, è continuata piano seguendo le vicissitudini di Belfagor- Il Fantasma del Louvre e infine ha trovato sfogo nei racconti dipinti sullo schermo da Rohmer e Truffaut, più avanti perfino in Godard. Però mi vengono in mente anche altre cose, molte commedie e pellicole leggere, come poteva essere Il Tempo delle mele di Claude Pinoteau, oppure il recente Quasi Amici di Olivier Nakache, tutte piacevoli, ben dirette, ben recitate, si perché i francesi, nelle opere comiche, recitano, non lasciano tutto alla verve dello sceneggiatore. Ecco, lo stesso vale per questo divertente lavoro di Philippe Lacheau, che lo ha scritto, diretto e interpretato, uscito da pochi giorni su Infinity. Si ride, porca miseria, tanto, e gli argomenti trattati non spiegheranno eterni dilemmi o leggi universali, tuttavia divertono, rilassano, lasciano scorrere il tempo in avanti dolcemente e con fare brillante, perché è questo quello che Lacheau vuole ed è quello che il pubblico chiede. Alcune gag sono assolutamente esilaranti, spesso votate alla volgarità, è vero, ma chissenefrega, e poi c’è anche una storia dietro, che può essere vista come momento di riflessione ma della quale a noi non importa nulla. Insomma, anche questa volta il cinema Made in France non delude le attese. Prendetevi del tempo da passare in allegria e guardatelo, è la cosa giusta da fare.

https://www.lafeltrinelli.it/libri/max-deliso/breve-storia-rosita-e-kaplan/9788899102463

 

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