BLACK EARTH RISING

NETFLIX e INFINITY

BLACK EARTH RISING

Dopo il successo del tragico ed emozionante film di Terry George “Hotel Ruanda”, che nel 2004 ha raccontato il massacro di un milione persone di etnia Tutsi per mano della maggioranza della popolazione di etnia Hutu, Netflix ripropone il racconto di quelle dolorose vicende attraverso la nuova serie “Black Earth Rising”. Fu una vera e propria carneficina, un regolamento di conti su vasta scala, che le Nazioni Unite non riuscirono a fermare, un vero e proprio scandalo internazionale, di cui si parlò sempre meno fino ad arrivare al completo silenzio dei nostri giorni. Piccola nota a margine: in questo momento, nel continente africano, gli stati in guerra sono 29, e a pagare il prezzo sono le popolazioni civili, stremate e affamate, nell’ indifferenza generale delle grandi potenze mondiali. Il silenzio di cui si parlava prima, almeno per quel che riguarda il conflitto in Rwanda, è stato invece infranto da questa produzione britannica pagata e distribuita da Netflix dal 25 Gennaio 2019. La regia è di Hugo Blick che ne è anche l’ideatore. Nel cast uno dei miei attori preferiti di sempre, John Goodman, il quale, come sempre, non delude, ed è affiancato sul set dalla sorprendente Michaela Coel, semi-esordiente già premiata con un BAFTA, e da Tamara Tunie, già vista ne “L’avvocato del diavolo” . La serie comprende otto puntate di un’ora ciascuna; l’avvio è piuttosto lento ma di qualità, ottima e ben curata la fotografia di Huber Taczanowski, che sfrutta al meglio il materiale girato in Africa, per la precisione in Ghana. Si tratta, tecnicamente, di un legal thriller, dove però non si intuisce subito chi sta dalla parte dei buoni e chi da quella dei cattivi, se ci possono essere buoni e cattivi in una vicenda così efferata e drammatica. In sostanza una serie che racchiude contenuti storici importanti, che va assolutamente vista per non dimenticare mai fin dove può arrivare la ferocia dell’uomo.

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