BLADE RUNNER 2049

NETFLIX e INFINITY

BLADE RUNNER 2049

Normalmente sono piuttosto critico sul fatto di dovere per forza aggiungere un sequel a distanza di anni a lavori che hanno fatto la storia del cinema. Nove volte su dieci poi butta male, i casi che hanno prodotto buoni film si contano sulle dita di una mano, a me viene in mente solo Prima dell’Alba, per dire, poi ci sarà sicuramente altro, ma di solito sono solo mosse tese a riempire le tasche dei produttori. Netflix, in questi giorni ha regalato agli abbonati Blade Runner 2049, diretto dal bravo regista canadese Denis Villeneuve, che abbiamo apprezzato per il suo grande esordio con Un 32 août sur terre e, in tempi recenti, con il sottovalutatissimo The Arrival. Anche questo seguito vede la presenza di Ridley Scott, che lo produce, anche se la sua mano si intravede di tanto in tanto anche nella direzione di qualche adorabile momento di estatica lentezza. Il risultato finale, per quello che mi riguarda, è piuttosto convincente, anche se forse i tempi sono troppo dilatati e la pellicola risulta esageratamente lunga. Molto bravo Ryan Gosling, che si è calato perfettamente nella parte dell’agente K, intensa e piacevole Ana de Armas, che recita la parte più complicata senza strafare, impeccabile come sempre Robin Wright. Certo, manca una figura come quella del grande Rutger Hauer, recentemente scomparso, che si era rifiutato di entrare in questo nuovo progetto fin da subito, anche perché ripetere una performance come la sua, resa celebre da uno dei più famosi monologhi della storia del cinema, sarebbe stato impossibile. La fotografia, peraltro straordinaria, è stata realizzata dal  bravissimo artista britannico Roger Deakins, uno con un curriculum inarrivabile, spesso collaboratore dei fratelli Coen. Insomma, io se fossi in voi lo guarderei, c’è la possibilità di qualche lacrima impregnata di amarcord, ma ne vale assolutamente la pena.

 

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