BUDAPEST

NETFLIX e INFINITY

BUDAPEST

 

Xavier Gens è un regista francese piuttosto noto negli ambienti horror-splatter per aver esordito formalmente nel 2007 con il film Frontiers- Ai confini dell’inferno. Non si è fermato qui per quel che riguarda la cinematografia di genere, infatti, negli anni successivi, ha realizzato, in ordine cronologico, Hitman- L’assassino, The Divide e, infine, Crucifixion – Il male è stato invocato. Dopo una pausa di alcuni anni si è riproposto, nel 2017, con Cold Skin – La creatura di Atlantide, un’opera molto più soft che ha innescato una corsa verso un tipo di cinema diverso e che si è concluso con Budapest, lavoro griffato Netflix, dove si misura con la commedia tipica francese e lo fa molto bene. Si tratta infatti di una pellicola assolutamente divertente e spassosa, mai volgare, che rientra in qualche modo in quel filone nato con Giù al Nord e che riscuote sempre un buon successo di critica e pubblico. Gli interpreti sono il brillante umorista Manu Payet e il simpatico e versatile Jonathan Cohen, che offrono, come spesso accade nella cinematografia d’oltralpe, una prova recitativa quasi teatrale di grande livello. I due si integrano a meraviglia nella trama giocosa e ricca di comici fraintendimenti che riempie lo schermo con un ottimo ritmo. Quel che piace è, anche, il retrogusto romantico e affabile che rende questa commedia assolutamente godibile e accessibile a tutti, nonostante l’argomento trattato possa risultare, in qualche modo, scabroso. Non è così, si ride e ci si diverte tra uno squarcio e l’altro della bella capitale magiara, le vicende scorrono via lisce fino ai simpatici titoli di coda. La conversione di Gens, quindi, è stata azzeccata, guardatelo con le patatine in una scodellina e un’aranciata in mano, non ve ne pentirete.

 

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