FRASIER

NETFLIX e INFINITY

FRASIER

Se c’è una serie che mi manca sul serio molto è Frasier, spin-off del caposaldo della cinematografia televisiva a puntate Cin Cin.

Ci fu un periodo assolutamente avvincente nella composizione dei palinsesti notturni delle reti commerciali che comprende quasi tutti gli anni novanta.

Da mezzanotte in poi si cominciava proprio con la versione italiana di Cheers, quindi The Night Court (Giudice di notte), Casa Keaton e I Robinson.

Si trattava di un genere comico per famiglie, gradevole e divertente, mai volgare, che aveva anche una connotazione seria ancorata spesso a messaggi positivi che stigmatizzavano il razzismo e l’omofobia.

Detto questo, Frasier fu un degno erede delle sit-com che furoreggiavano in quegli anni spensierati, cavalcando la fine del secolo scorso per concludersi nel 2004.

La famiglia Crane, allargata alla fisioterapista veggente Daphne e alla regista di Frasier, Roz, rappresenta lo spaccato fedele della cultura americana radical, figlia del lavoro e del sacrificio del dopoguerra stelle e strisce.

L’indimenticabile saga tra il Dottor Niles Crane e la misteriosa moglie Meris, che non appare mai in nessuna puntata della serie, è da antologia della commedia, così come gli incontri che i due fratelli intrattengono al Caffè Italiano dove degustano un cappuccino tra un’osservazione e l’altra.

C’è poi il rapporto con il padre, lo scontro tra due culture diverse, tra due modi di intendere la vita che, a prima vista, apparirebbero inconciliabili, salvo accomodarsi in seguito stimolate dal buon senso intellettuale.

Infine il cane Eddie, amico fraterno di rara intelligenza, pronto a farsi coccolare, a redarguire con lo sguardo, a complottare con il vecchio Martin e a consolarlo, durante le depressioni curate con dozzine di lattine di birra lasciate poi sotto il divano.

Una serie incantevole che è stata presente su Netlfix che sarebbe bello venisse riproposta al più presto.

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