GODS OF EGYPT

NETFLIX e INFINITY

GODS OF EGYPT

Scorrere l’elenco dei nuovi arrivi Netflix è sempre divertente, a volte perfino pieno di sorprese. Incontrare questo film da box office diretto da Alex Proyas, regista australiano nato al Cairo da genitori greci, che già raccontarla così è roba da scriverci sopra quattro righe di sceneggiatura, ma soprattutto perché stiamo parlando dell’uomo che ha regalato al mondo cinefilo due film culto come The Crow e Dark City, prima di entrare nel magico universo delle bufale e dei film da dimenticare.

Qui Proyas in qualche modo rientra nei canoni della decenza, pur non convincendo più di tanto.  Stupisce la decisione di fare interpretare il cattivo a Gerard Butler, il duro con la faccia più da buono  in circolazione nell’ultimo decennio, che non demerita affatto e riesce a stare sulle balle fin da subito, poi la presenza del grandissimo Geoffrey Rush nei panni del Dio Ra, che fa faville su una nave spaziale mentre combatte, lanciando lava da una pompa per giardino, l’anima malvagia del caos interstellare. Al di là del cast, gli ingredienti ci sono tutti, effetti speciali considerevoli, sesso casto e senza frivoli orpelli con ambizioni erotiche, azione truculenta e grandi sganassoni senza nessun tipo di remora. Non è un capolavoro, sia chiaro, però si fa guardare, tanto per passare due ore tra una partita del mondiale e l’altra, visto che è lungo il giusto.

Di questo lavoro non si è parlato molto, probabilmente a causa dell’impianto trito e ritrito e di una visione d’insieme al limite del grottesco e lontana dai gusti della critica, però forse, se Proyas avesse osato di più, lasciando da parte la patinatura per arrivare a cogliere meglio le sfumature romantiche, il film sarebbe stato migliore. Spesso buttarsi con un po’ di coraggio paga.

Buona visione.

 

 

Facebook Comments