LUCIFER

NETFLIX e INFINITY

LUCIFER

Non ho mai avuto grossa simpatia per i personaggi ispirati al diavolo. A meno che non si tratti di Al Pacino, che qualsiasi cosa faccia è sempre eccezionale, ho trovato le rappresentazioni infernali e i demoni che la popolano estremamente ancorati a stereotipi leggermente noiosi. Le eccezioni sono poche, Hellboy, Sabrina, e qualcun altro nel cinema leggero e di intrattenimento. Tuttavia Lucifer Morningstar, protagonista dell’omonima serie, è particolarmente divertente e affascinante. Il motivo primario di questo sentimento comune a molti, visto che il programma è in testa a molte delle principali classifiche di genere, è l’umanizzazione dell’essere soprannaturale. Infatti l’ideatore dell’opera, Tom Kapinos, ha voluto rendere la figura diabolica in maniera diversa, meno austera e più guascona, tratteggiandone i comportamenti problematici, i complessi, i sentimenti di benevolenza, l’innamoramento e la sofferenza sentimentale. Lucifer è un po’ mentore e un po’ cazzone, nasconde molto bene la sua rabbia, dimostra di apprezzare la vita sulla terra e gli esseri umani che la popolano, non finge di essere quello che non è, lo ammette, lo confessa candidamente a Chloe, la sua compagna nelle indagini, un ex attrice di commedie cinematografiche che abbraccia la carriera in polizia, e anche alla dottoressa Martina, la comica psichiatra con la quale si confida e che paga con il sesso. Lucifer è un cattivo atipico, proprio perché non appartiene affatto alle schiere del male, e se all’inizio punisce i cattivi per puro divertimento, poi lo fa spinto da un senso di giustizia e di amore per g il prossimo. Più adatto a un pubblico giovanile, Lucifer piace fin dal primo ciak, e mano a mano che la matassa si ingarbuglia e la sceneggiatura si complica, gli episodi migliorano sempre di più, fino alla quarta stagione, che Netflix ha messo in distribuzione da pochi giorni. Guardatelo.

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