LA ENFERMEDAD DEL DOMINGO

NETFLIX e INFINITY

LA ENFERMEDAD DEL DOMINGO

 

La enfermedad del domingo è un film importante per tanti motivi.

La regia è di Ramon Salazar, lo stesso di Piedras, che nel 2002 all’inizio della sua carriera prometteva un fulgido avvenire.

Questa consacrazione in realtà non c’è mai stata, almeno fino a questa splendida produzione Netflix che testimonia la raggiunta maturità del talentuoso director malagueño.

La enfermedad del domingo racconta una storia drammatica e struggente, il rapporto tra una madre e una figlia che era stata da lei abbandonata all’età di otto anni.

C’è sempre un filo, evidentemente, che unisce qualsiasi essere umano al grembo genitoriale anche quando l’egoismo aveva nascosto e gettato via ogni tipo di affetto materno.

C’è un ricongiungimento, dettato dalla morte, che in questo caso non spezza il cordone ombelicale, semmai lo rafforza.

Il senso è che spesso, anche quando non sembrerebbe possibile, anche chi non si è mai preso nessuna responsabilità nei confronti di chi avrebbe dovuto amare incondizionatamente a un certo punto lo fa, mette da parte qualsiasi remora e compie gesti che mai avrebbe pensato di perpetrare in vita.

La sceneggiatura è grandiosa, asciutta, il film avanza schietto, diretto, asciutto, inizialmente privo di qualsiasi commento musicale lascia spazio alla parola, al dialogo, come avviene in molti lavori della scuola spagnola, lasciando poi andare via via un lamento stridente eseguito al pianoforte o al violino.

L’ambientazione bucolica pirenaica accentua il timbro malinconico della narrazione, i dettagli sono curati in maniera certosina, non c’è niente che non vada bene in questo film stupendo quanto doloroso.

Come sempre straordinarie le performance interpretative delle protagoniste, Barbara Lennie e Susi Sanchez, tratteggiando alla perfezione questo piccolo capolavoro che deve assolutamente essere visto.

 

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