NORTHERN RESCUE

NETFLIX e INFINITY

NORTHERN RESCUE

Ci sono un sacco di Baldwin che si aggirano tra le varie produzioni cinematografiche e televisive americane. Quattro di loro sono fratelli, Alec, il più anziano e famoso, Daniel, Michael, quello figo, e Stephen. Poi c’è un loro cugino scarso, Joseph e, infine, l’omonimo famoso non parente, Adam, che tutti ricordiamo come lo sparatore seriale in Full Metal Jacket. Del bonazzo, Michael, si erano perse le tracce da un po’, ma è riapparso recentemente, tagliandato un po’ ad cazzum, nella nuova serie canadese distribuita da Netflix Northern Rescue, dove fa il produttore e l’attore. Il telefilm non è nemmeno tanto male, nonostante il format eroico trito e ritrito, perché il protagonista è un uomo segnato dalla morte dell’adorata moglie, verso la quale nutriva una vera e propria venerazione, che ha un rapporto conflittuale con i suoi figli, dei quali si occupava nei ritagli di tempo del suo lavoro di soccorritore professionista, dove però viene superato dai soliti raccomandati e non riesce a fare carriera. Si ritrova quindi, con la sua famiglia, a vivere dentro un acquario dismesso assieme alla cognata, amata dai ragazzi ai quali fa da seconda mamma. Come in quasi tutti i ménage a sfondo parentale poi, d’un tratto, emergono alcuni scheletri dagli armadi, tratteggiando con colori più forti una trama altrimenti piuttosto debole. Il trucchetto riesce nel suo intento, e lo spettatore si ritrova trascinato dentro a un mare di rivelazioni e di segreti, quel tanto che basta per impedirgli di sospendere la visione fino all’ultima puntata, propedeutica a una seconda stagione rivelatrice. Insomma, non stiamo parlando di un capolavoro, ma di una discreta serie forse più adatta ad un pubblico di giovanissimi che a quello adulto, anche se un’occhiata la si può sempre dare, così, tanto per non farsi mancare niente, nemmeno il ritorno del Baldwin bello.

 

 

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