SAFE

NETFLIX e INFINITY

Raccontare una storia partendo da un’ottima idea può sembrare una corsa in discesa, ma spesso non è così, tutto, anche il gesto più semplice, può assumere toni ridicoli, se non addirittura grotteschi, situazione sfiorata ma evitata con grande maestria nell’ultimo lancio Netflix di provenienza britannica Safe, ennesimo colpo europeo all’egemonia americana nella produzione delle serie televisive.

Il formato è il classico otto puntate da one night shot (binge watching), la partenza è bruciante e innesca fin da subito una serie di misteriosi intrecci tra passato e presente, senza lasciare presagire nulla di quello che accadrà in futuro.

Il lavoro di scavo nel profondo della società borghese anglosassone che Harlan Coben porta sullo schermo non passa inosservato.

Le ipocrisie, i legami cresciuti nella menzogna, la paura latente di credere nella verità e nella giustizia, tutto si inserisce alla perfezione nel puzzle disegnato con maestria dallo scrittore americano, il pathos e la curiosità crescono di volta in volta mentre la sceneggiatura sostiene in modo deciso tutti i colpi di teatro che si susseguono assecondando un rodato ritmo giallo.

Per questo alcune piccole banalità di genere riescono, alla fine, a passare inosservate.

Il finale è piuttosto sorprendente e chiude il cerchio in maniera efficace.

Un buon ritorno dopo il passo falso e le illusioni di The Rain.


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