SULLA MIA PELLE

NETFLIX e INFINITY

Sulla mia pelle è un lavoro, prodotto da Netflix e presentato al Festival del Cinema di Venezia, che racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi. E’ un film angosciante, dal primo all’ultimo minuto, anche se ormai i fatti si conoscono e la storia è nota, però è impossibile non commuoversi o rimanere indifferenti davanti all’agonia cui è stato sottoposto questo giovane ragazzo romano, massacrato, lo ricordo, da tre carabinieri assassini e infami, che poi hanno pensato bene di scaricare la colpa su alcune guardie carcerarie estranee ai fatti, tre merde che hanno infangato l’onore e il lavoro di migliaia di rappresentanti delle forze dell’ordine che prestano quotidianamente servizio in maniera encomiabile, tre vigliacchi imbastarditi da troppi film americani e da una stupidità palese giustificata da una cultura scadente priva di coscienza e comprensione. Stefano non era uno stinco di santo, lo sapeva anche lui, lo sapevano tutti, ma quello che gli è toccato in sorte è stato assolutamente ingiusto, d’altronde non era un privilegiato, quelli possono tranquillamente strangolare la fidanzata, girare tutta notte prima di consegnarsi alla polizia e poi stare ai domiciliari senza scontare un solo giorno di carcere. Il giudice che vide Stefano all’udienza con il volto tumefatto e la mascella rotta non disse niente, nessun medico si preoccupò di aiutarlo nonostante due vertebre rotte e le evidenti condizioni gravi in cui versava da giorni, quando veniva spedito da una clinica all’altra con il catetere in mano e la schiena a pezzi, non ci fu un burocrate che aiutò la famiglia Cucchi ad avere sue notizie mai, tant’è che la sua morte venne loro comunicata da un atto di notifica che chiedeva l’autorizzazione all’autopsia, Stefano morì da solo, di notte, dentro la cella di una prigione, nell’indifferenza generale, mentre i suo genitori chiedevano invano di poterlo vedere respinti da un piantone alla porta come cani, come in Cile negli anni settanta e in Argentina poco dopo, come non dovrebbe mai succedere in un paese civile, dove i diritti andrebbero garantiti a e non vilipesi e affossati, come accade troppo spesso, complice il silenzio delle istituzioni e dei media, in totale assenza di giustizia e rispetto per la vita.

Facebook Comments