THE DIRT

NETFLIX e INFINITY

THE DIRT

Di questo film distribuito da Netflix si parlava da mesi ormai, e finalmente, dopo tanta attesa, la piattaforma americana ce lo ha mostrato in tutto il suo splendore. Le opere biografiche, di solito, annoiano, oppure, quando si parla proprio di icone rock, si tende a evidenziare ed estremizzare il lato autodistruttivo legato all’alcool e alla droga, senza contare l’aspetto sessuale seriale di cui soffrono quasi tutti i miti appesi nelle camerette degli adolescenti di tutto il mondo. Io con i Mötley Crüe ho un rapporto particolare legato soprattutto al lento strappamutande Home Sweet Home, che ha sottolineato il primo bacio di migliaia di coppie, pezzo a me caro eseguito al pianoforte ed accompagnato alla voce da un amico durante una festa negli anni ottanta. Fare un film su di loro poteva essere un azzardo, invece ne è venuto fuori un ottimo lavoro, irriverente, divertente e, a tratti, doloroso, diretto dal creatore di Jackass, Jeff Tremaine, e sceneggiato da Tom Kapinos prendendo spunto dal best seller di Neil Strauss The Dirt, Confessions of the World’s Most Notorious Rock Band. Gli eccessi di Nikki Sixx e Tommy Lee, accompagnati dalle scorribande goderecce del cantante Vince Neil, e dal sarcasmo intellettuale del grande chitarrista Mick Mars, vengono sottolineate da una colonna sonora dirompente, animata da Girls, Girls, Girls, tra le altre, e dalla straripante Dr. Feelgood dell’omonimo album del 1989. Il siparietto che descrive il tour con il mito dei Black Sabbath Ozzy Ousborne, pronto a sniffare le formiche e a leccare il piscio a bordo piscina, è assolutamente esilarante, così come alcuni passaggi al limite della follia pura prima e dopo ogni concerto. Dentro a tutto questo delirio quasi comico, vengono però presi in considerazione anche i momenti più bui, tristi e difficili del gruppo californiano, come l’overdose di Sixx e i lutti che hanno sconvolto la vita di Vince Neil. The Dirt non è un capolavoro, certo, ma rappresenta uno spaccato degli anni ottanta piuttosto interessante, e oltre a questo racconta le vicende di una delle band più borderline della storia della musica moderna, uno spettacolo niente male, ve lo assicuro.

 

 

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