THE GOOD DOCTOR

NETFLIX e INFINITY

Stamattina ero indeciso se affrontare o meno la seconda stagione di Westworld, le critiche, lo sappiamo, sono abbastanza contrastanti: meglio questa della prima, è una porcheria, vado a fare un giro al parco e aspetto qualcosa di nuovo da Netflix.  Nel dubbio ho preferito scrivere di una produzione americana che è stata terminata meno di otto mesi fa e che in Italia uscirà in estate addirittura sui canali Rai, si tratta di The Good DoctorBasata su un serial coreano del 2013, per dire, ha come interprete principale Freddie Highmore, attore cazzuto già visto prima in Bates Motel, che qui racconta le vicissitudini di un giovane medico autistico, il Dottor Shaun Murphy, con lo stesso turbamento emotivo che regala nelle vesti del piccolo Norman. Perfetto.La storia è addirittura, a tratti, misteriosa, il passato dei dipendenti ospedalieri che convivono con il fenomenale chirurgo viene svelato con accuratezza una puntata dopo l’altra. Il leitmotiv e l’intento del creatore David Shore, lo stesso del di House, è quello di coinvolgere lo spettatore in un percorso emotivo molto intenso che parla di accettazione, di come viene visto il diverso in un ambiente lavorativo come quello medico, e, più in generale, cerca di dare una rappresentazione dell’esistenza umana vista con gli occhi di chi fa più fatica, pur possedendo, il più delle volte, un talento smisurato nel proprio campo di competenza. Fossi in voi un’occhiata la darei.

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