THE KOMINSKY METHOD

NETFLIX e INFINITY

THE KOMINSKY METHOD

Dovrò cominciare questa cosa spendendo un paio di parole per Chuck Lorre, che con questo lavoro targato Netflix ha finalmente realizzato quello che c’era nella sua testa da quando ha cominciato a pensare. Intanto, Lorre è di New York, con tutto quel che ne consegue, sia intellettualmente che lavorativamente. In tutto quello che fa c’è disincanto, ironia, il desiderio malcelato di comunicare a tutti i costi il significato dei propri gesti e della propria visione della vita. Nasce come cantautore ma diventa autore molto presto e, sempre molto presto, raggiunge una certa notorietà, quel tanto che basta per poter fare un po’ quello che vuole, ed è subito trionfo, inanella un successo clamoroso dopo l’altro, Dharma e Greg, Due Uomini e mezzo, The Big Bang Theory, però a lui mancava qualcosa, il capolavoro raccontato e parlato che avrebbe incantato pubblico e critica, un po’ come faceva Woody Allen nei suoi momenti migliori, e non so perché mi viene in mente Radio Days. Ma non ci intrerssa. Quel che c’è da dire su Il Metodo Kominsky è molto semplice, si tratta della commedia malinconica più divertente e commovente degli ultimi anni, che vede due mattatori come Michael Douglas e Alan Arkin andare ben oltre la normale performance attoriale, dire che sono strepitosi limita di molto la realtà, perchè qui siamo di fronte a un film a episodi di rara bellezza, girato come i film RKO degli anni cinquanta, denso di profonde riflessioni sull’umana esistenza e tessuto sullo sfondo di un pretesto narrativo semplice con sagace maestria e grande intelligenza professionale. Sul serio, guardatelo, sono solo otto puntate, alla fine non vi resterà altro che sperare che la seconda stagione esca a velocità ultrasonica.

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