TERZA TAPPA : IGOUMENITSA-LEFKADA

IL TEATRO INVISIBILE IN TOURNEE

5 -8 Agosto 2018

Giunti in Grecia di buon mattino, mentre il sole si stava alzando, siamo partiti spediti verso Lefkada, la perla delle isole Ionie, costeggiando il mare e avanzando decisi alla ricerca del sottopasso che collega la terra ferma all’isola senza bisogno di ulteriori transiti traghettanti.

Mille congetture si accavallavano nei nostri discorsi, sarà come quello scavato sotto la Manica?

Più corto, più lungo, più illuminato, più profondo, e mentre parlavano l’abbiamo passato senza che ce ne rendessimo conto, pagando tre euro al pedaggio successivo.

Un inizio bomba per due rincoglioniti provetti. Il nostro albergo ci aspettava a Nikiana, un posticino tranquillo con alcune spiaggette geriatriche ad allietare il percorso, e non ci saremmo mai immaginati di avere prenotato per tre giorni in una pensione rosa tipica delle favole per bambini, con tanto di piscina panoramica e unicorno porta-bibite.

Raccontata così non rende nemmeno lontanamente l’idea di come eravamo messi bene, in mezzo al verde colorato di rosso di un giardino alla Lewis Carroll e l’azzurro del cielo-mare a rendere l’atmosfera ulteriormente incantevole dell’Aleka’s House, dove anche il personale sembrava uscito da una fiaba tanto erano gentili e pronti in qualsiasi cosa.

La Casa di Aleka è diventato così il nostro punto di partenza per il “Touch and Go” tipico di chi viaggia di spiaggia in spiaggia, che, purtroppo, per Lefkada è problematico a causa delle difficoltà che si trovano via via per raggiungere le baie più selvagge, tra strade strette e difficoltà per trovare parcheggi. Così, dopo una capatina alla spiaggia di Agios Ioannis, abbiamo capito che l’unico modo per riuscire a godere del bel mare era di svegliarsi all’alba e partire di botto. In questo modo ci siamo bagnati e specchiati dentro l’acqua turchese di Kathisma beach e, subito dopo, ghermito le onde nella meravigliosa spiaggia di Kalamitsi, con i suoi scogli incastonati sul bagnasciuga.

Saltata Milos Beach, raggiungibile solamente con un taxi boat, e visto il poco tempo a disposizione, rimaneva un’unica alternativa per calarci nelle baie mozzafiato di Egremni e Porto Katsiki, partecipare a una gita in barca organizzata a basso costo, solamente venti euro a testa, e che si avrebbe permesso di raggiungere le due più famose spiagge di Lefkada, oltre a mettere piede a Itaka e bagnare il becco a Skorpios, la residenza del famoso miliardario Aristotele Onassis.

Abbiamo sfiorato l’incubo, intanto perché le soste durano il tempo di una pisciata e spesso sono organizzate talmente male da sembrare degli autentici naufragi molto simili alla scena dell’affondamento del Titanic con Leonardo di Caprio nei panni dell’eroe innamorato; d’un tratto mi sono ritrovato in una selva di braccia e gambe scalcianti pronte ad affondarmi e ricordo distintamente il viso di una bambina di non più di otto anni mentre mi prendeva a manate in faccia. Sono stato salvato dall’intervento della Buggy.

Al di là di questo Lefkada è un luogo favoloso, dove abbiamo fatto i conti con migliore insalata greca del continente, preparata dalla moglie di un ex emigrante nell’Illinois di cui adesso mi sfugge il nome, ma che noi avevamo ribattezzato Chicago (da To Amini).

Al mattino dell’ultimo giorno ci siamo accomiatati a malincuore con lo staff dell’ Aleka’s House e ci siamo diretti al porto per parcheggiare nell’ennesimo ferry, destinazione Cefalonia.

 

 

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