ASCOLTI RECORD PER LA SECONDA PUNTATA DI TEMPTATION ISLAND

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TEMPTATION ISLAND

In questo paese di santi, poeti e ideatori di muri lunghi 243 chilometri, non stupisce la canicola raffinata di cervelli mononucleari calata sulla bella spiaggia di Is Morus Relais, che non è nella culonia tropicale ma nella bella e soleggiata Sardegna, patria di Pamela Prati e della sua torbida storia d’amore con il tombeur de femmes e uccel di bosco Marco Caltagirone. Come preannunciato la settimana scorsa, gli intrighi e la voglia di accoppiarsi di straforo delle sei coppie protagoniste del programma hanno incendiato l’audience come non accadeva dai tempi di Fedro il petomane o dalla misurazione planimetrica della nuova dentiera di Gianni Sperti a Uomini e Donne trono Over. Ma ci interessa poco, perché l’esordio in pompa magna avviene davanti al fuoco del primo falò, dove Nunzia, fedele e innamorata fidanzata di Arcangelo dalla seconda media, si accorge di avere sempre avuto al suo fianco un gagà piuttosto sfigato che l’ha tradita con chiunque, anche con dei tombini in ghisa e Tata Matilda. Il fedifrago, beccato in castagna da una telecamera tattica posizionata all’altezza della patta, cerca di negare con arroganza anche l’evidenza, ma poi, smascherato inesorabilmente dalla morosa, viene sfanculato nonostante alcuni poderosi tentativi di vittimismo e compassione. Nunzia, che in quel momento pare una donna palluta di quelle che non devono chiedere mai, ritornerà poco dignitosamente sui suoi passi solo cinque giorni dopo, accettando tredici anni di corna vissute e sputtanando in un attimo un secolo di sofferte conquiste femministe. Nel frattempo Katia, la rana trasformata dalla chirurgia plastica nella figlia naturale di Matango il mostro, sempre più esteticamente vicina a una striscia di “Oltretomba”, dimostra interesse per il single Giovanni, che la caga meno di un sanitario alla Leroy Merlin, e nonostante ore di sarde terrificanti e di smaccate allusioni sessuali cavalcanti va in bianco inesorabilmente senza una seconda chance. Il focus poi, finalmente, si sposta sulla coppia veneta in gara, due che al festival mondiale della sfiga quantica arriverebbero primi per manifesta superiorità, Jessica e Andrea. Lei, convinta di essere una sgnacchera imperiale anche se non lo alzerebbe nemmeno a un pensionato ottantenne ex guardone di camporella dopato di Cialis come Rocco durante una performance con Malena la pugliese, che rimane invaghita di un tipo di Napoli pagato dalla produzione per buttargliela, lui, Tafazzi in deficit di pensiero, che si martella i coglioni sperando in un cambio di rotta dell’amore della sua vita che non lo nomina e non lo pensa nemmeno sotto tortura, una roba veramente avvilente da guardare e da comprendere. Grazie alla valeriana assunta in dosi massicce d’un tratto arriva il sonno, che riequilibra a modo suo le sorti dell’universo per come lo conosciamo, anche se c’è una cosa dire prima di chiudere la baracca e sagomare i burattini: questa merda di programma è mille, diecimila volte migliore dell’ultimo Grande Fratello o di Live e dei suoi figli biologici, è giusto dirlo, così, tanto per.

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