I DUETTI E LE PAGELLE DELLA QUARTA SERATA DI SANREMO

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SANREMO 4, I DUETTI, LE PAGELLE

A parte il fatto che duettando con uno bravo che ti riarrangia un po’ il pezzo, anche una canzone di merda come quella di Achille Lauro diventa ascoltabile, la quarta serata di questo festivalone Made in Bagliore finisce per essere la più divertente, a prescindere dal giudizio finale della giuria di qualità, dove siede perfino Joe Bastianich, sempre più vicino, esteticamente, al bradipo Sid, e che premia Motta, verdetto accolto dai fischi, sicuramente fuori luogo ma azzeccati. Amo pensare che il risultato sia dovuto principalmente alla presenza della meravigliosa Nada, donna affascinante come poche e magnifica cantante.

Carta/Shade/D’Avena7 – Fantastico. Lei spassosa come sempre, si presenta con la mercanzia bene in vista tanto per fare capire che è pure gnocca e puffabile. Poi canta bene, tiene il palco da grande professionista, migliora, e di brutto, tutto quello che era migliorabile.

Motta/Nada7+ – A me il pezzo di Motta non piaceva prima e non piace nemmeno adesso, trovo che questo ragazzo, in realtà, sia assolutamente sopravvalutato, però c’è Nada, che io amo alla follia da sempre, che ho visto e ascoltato a una festa dell’Unità mentre cantava Piero Ciampi con il cuore in gola, stupenda, così com’è ogni volta che sale sul palco. Il resto è irrilevante.

Irama/Noemi7 – Bravi entrambi, soprattutto lei, con la sua voce grattata e blues, tirata fuori di brutto quando serviva, e che regala potenza a un buon testo che affronta tematiche importanti. I pendenti con le piume stilizzate di fagiano però andrebbero vietati.

Pravo/Briga/Caccamo6+ – Anche in questo caso il nuovo arrangiamento al pianoforte di Caccamo aiuta persino Miss Voldemort a dare il meglio di sé. L’avessero cantata solo loro due sarebbe stato meglio, i figli di Amici hanno un po’ stancato e vanno in giro arroganti.

Negrita/Ruggeri/Paci5 – Non ho niente contro nessuno di loro, anzi, Ruggeri, che ho conosciuto prima di un suo concerto, è anche una gran bella persona, Inter a parte, è che questo pezzo non mi piace, non ha anima, personalità, non mi sembra granché. La tromba di Paci fa storia a sé, regala classe a una canzone un po’ così.

Volo/Quarta0 – Quarta è un grande, certo, ma le sue svisate e i suoi virtuosismi non aiutano un brano terribilmente vecchio, eseguito da tre anziani arroganti, ad uscire bene dalla serata. Chissà se i tre tenorini avranno imbrattato di cacca anche i muri dell’albergo sanremese che li ospita, speriamo di no, però, se possibile, diamo spazio ad altro, perché questi hanno rotto i coglioni.

Arisa/Hadley8 – A parte il fatto che l’inciso comincia ad entrare nelle orecchie, Tony, con la faccia da bianchetto in osteria, è fighissimo e canta in maniera cazzuta assieme a una cantante cazzuta. Siccome anche ad Arisa piace, pare, degustare qualche calice di buon vino, spero che poi siano partiti assieme per qualche assaggio enologico lungo la Riviera di Ponente. Grandi.

Mahmood/Pequeno6 – Qui abbiamo l’eccezione che conferma la regola, preferisco Mahmood da solo, la canzone regge lo stesso perché è buona, ma in questo caso si perde un po’ nell’interpretazione di coppia. Comunque abbondantemente sufficiente.

Ghemon/Diodato/Calibro 357 – E’ sette perché piacciono alla mia morosa, e contraddirla non va mai tanto bene. A me non piacciono affatto, però ubi maior.

Ultimo/Moro8 – Il testo è ottimo, Fabrizio Moro lo graffia il giusto e lo migliora ulteriormente. Piacciono molto al pubblico femminile, pare, ma per chi scrive è un dato irrilevante. Comunque sia, ottima esibizione.

Renga/Bungaro/Abbaganto/Vogel4 – Al di là delle straordinarie coreografie classicheggianti, il brano proprio non mi entra, nonostante sia Renga che Bungaro cantino benissimo. E’ il testo che è un po’ così, banale e scontato. Peccato, perché Francesco a me piace molto. Si rifarà presto.

Nek/Marcorè2 – Male, malissimo, sempre peggio. Entrambi adorabili, eseguono un brano che proprio non sta in piedi, quasi un disastro, la mano creativa di Antonacci si sente eccome, pervade ogni nota e ogni parola. Sarà per un’altra volta.

Bombabash/Hunt/Cantori di Milano7 – Cazzo, incredibile, mi sono piaciuti. Presi singolarmente se passano in radio cambio canale, la canzone sanremese e pessima, eppure assieme funzionano che è un piacere. Vai a capire.

The Zen Circus/Brunori Sas – 10 – Un pezzo strepitoso, cantato con il piglio giusto e la grinta che serve, testo e musica di grande qualità, come l’addizione di Brunori Sas, che dentro questa magia ci sta benissimo. Niente a che vedere con Motta, però vince lui, come se per diventare giurato uno dei requisti fondamentali sia non capire un cazzo di musica. I migliori con Silvestri.

Turci/Fiorello – 8 – Lei canta meglio giorno dopo giorno, e Beppe tiene botta con gran mestiere. Il feeling di coppia è notevole, grazie soprattutto a Paola, sembrano due che stanno assieme da una vita.

Tatangelo/Syria – 9 – Due cantanti con i controcoglioni, altroché i ragazzini bellocci e raccomandati buttati fuori dai talent. Divorano palco e pubblico, due voce strepitose che portano in scena una canzone tipicamente sanremese che non dispiace proprio per niente.

Ex-Otago/Savoretti – 4 – Un pezzo come tanti, però più noioso, enfatizzato nell’interpretazione in maniera quasi grottesca. Se ne poteva fare a meno, però c’è di peggio, quindi va bene così.

Nigiotti/Jannacci/Ottoni – 8 – Incredibile. Mano a mano che il Festival va avanti Nonno Hollywood mi sconfinfera sempre di più. La presenza di Jannacci poi completa con classe e raffinatezza un testo figo, giovane e orecchiabile. E tutto questo nonostante Nigiotti mi stia prepotentemente sulle balle.

Bertè/Grandi – 10 – Insieme sono perfette. Comunque, la canzone è fatta apposta per Loredana, non è quella che mi piace di più in questo Festival, sta sotto Zen e Silvestri, però anch’io, come tanti, spero che vinca, per tantissimi motivi, è un po’ come quando la figlia artista e sputtanata viene accolta nuovamente in casa con affetto dopo esserne fuggita subito dopo la maturità. Bravissima anche Irene ieri, potevano premiarle.

Silvestri/Rancore/Agnelli – 10 – Canzone complessa, curata e straordinariamente efficace. Funziona tutto che è una meraviglia. Manuel Agnelli aggiunge Manuel Agnelli, in grande forma vocale oltretutto, e spacca. Vincessero sarebbe fantastico, ma le giurie di qualità e le maggioranze popolari adorano Il Volo, perché non capire una fava è un requisito fondamentale per votare e dire la propria, in qualsiasi contesto, non solo quello musicale.

Einar/Biondo/Sylvestre – 3– Sylvestre canta bene, molto. Il resto è orchite.

Cristicchi/Meta – 8 – Anche questo pezzo mi sta conquistando giorno dopo giorno, si è acceso piano piano e prende l’anima sempre di più. Se posso dire, Meta ieri sera ha cantato divinamente, un valore aggiunto importante per un’esecuzione impeccabile.

Cori/D’Angelo/Sottotono – 4 – Non mi piace la canzone, Nino è pure simpatico, niente da dire, ma di questo pezzo la musica italiana poteva fare tranquillamente a meno.

Lauro/Morgan – 7 – Pazzesco, una canzone di merda da zero in pagella che, arrangiata meglio da Morgan e proposta in coppia, coinvolge di brutto e diverte parecchio. Va bene, ieri è andata così, oggi Achille ritorna in solitudine a dire cazzate, e sarà zero di nuovo, come è giusto che sia di fronte al niente.

Ligabue- 2 – E’ stato bello Luciano. E’ solo che chi troppo vuole se lo mena. Prima il cantante, poi il regista, adesso il comico, non fa per te, sul serio.

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