IL COMMISSARIO MONTALBANO – L’ALTRO CAPO DEL FILO

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IL COMMISSARIO MONTALBANOL’ALTRO CAPO DEL FILO

Ieri sera, per la prima volta in vent’anni, incuriosito dalla morosa, mi sono fermato a dare un’occhiata fugace al Commissario Montalbano, prendendo a pretesto alcune scene girate qui in Friuli, tra Venzone e Cividale. C’è stata molta pubblicità in zona per l’arrivo del commissario siciliano ad aprile dello scorso anno, anche se alla fine della fiera poteva girare le stesse scene ovunque, visto che tutto si riduce a pochi istanti dentro un giardino prima dei titoli di coda, con qualche frame in piena chiusura sul viale centrale di Venzone. Cividale proprio non c’è, probabilmente lì devono avere solo pranzato. Detto questo, per il resto, tutto figo. A parte che la location siciliana è meravigliosa, con quella terrazza sul mare che sembra una cartolina tanto è bella, e poi la storia , semplice nella scrittura di Andrea Camilleri, ma intrigante e affascinante come gli sceneggiati di un tempo, roba da Gino Cervi -MaigretUbaldo Lai -Tenente Sheridan. Qui c’è Luca Zingaretti, anche lui bravissimo, uno con il carattere di Colombo e le sembianze di un supereroe. Quello che piace di Montalbano, l’avranno scritto già tutti, è l’umanità. Ha la faccia e le movenze tipiche del comandante di una caserma di paese, quello che quando lo chiami arriva in pigiama, che saluti per strada, che ti si presenta sulla porta personalmente nei momenti drammatici a portare cattive notizie e cordoglio. Insomma, è uno su cui puoi contare, intelligente, furbo, ma soprattutto comprensivo. Ci leggo molto di Camilleri dentro quest’uomo affascinante e dolce, ed è questo il valore aggiunto della serie, la penna dello straordinario autore di Porto Empedocle. Anche ieri sera più di undici milioni attaccati allo schermo, quasi come le partite della nazionale, con una novità in più: c’ero anch’io.

 

 

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