IL COMMISSARIO MONTALBANO – UN DIARIO DEL ’43

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Il COMMISSARIO MONTALBANO – UN DIARIO DEL ’43

 

Mi sono appassionato alle vicende di Montalbano con vent’anni di ritardo, lo so, però credo proprio che mi guarderò un po’ indietro e cercherò di mettermi in pari, anche perché sembra che questo episodio dal titolo “Un diario del ’43” sia stato l’ultimo. Speriamo che non sia così, visto anche il grande successo di pubblico che la saga si porta dietro ad ogni messa in onda. Da neofita, comunque, mi addentro nell’opera griffata Camilleri con grande rispetto, e devo subito dire che l’ultima storia raccontata dal commissario mi è piaciuta parecchio, molto di più di quella ambientata anche in Friuli. La struttura narrativa, infatti, ha un respiro molto più ampio, e pur intuendo fin da subito il nome del colpevole, viene difficile comprendere appieno le motivazioni celate dietro la misteriosa matassa costruita dal grande scrittore siciliano. L’atmosfera, al di là della simpatia dei protagonisti, è piuttosto malinconica per due motivi: l’ultimo saluto al Dottor Pasquano, interpretato magistralmente dall’attore Marcello Perracchio, scomparso lo scorso luglio a Ragusa dopo una lunga malattia, che viene celebrato in maniera commovente da tutto la squadra mangiando i cannoli cari al medico, e poi per la trama densa di ricordi che popolano un diario scritto durante la seconda guerra mondiale e ritrovato in un silo per puro caso. Montalbano dovrà quindi ripercorrere un sentiero doloroso, lastricato da momenti difficili e violenti, da legami spezzati dagli eventi bellici e dalla pochezza di uomini pronti a fare del male e ad infierire su esseri umani innocenti. Montalbano anche questa volta dimostrerà tutta la sua comprensione, oltre alla bontà d’animo che gli viene riconosciuta da sempre, e riuscirà a risolvere il caso, non senza emozionarci ovviamente, scavando a fondo dentro le sue e le nostre paure più grandi. Un’altra stagione servirebbe come il pane quotidiano, intanto aspettiamo le repliche, che un ripasso va sempre bene.

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