IL NOME DELLA ROSA (LA SERIE)

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IL NOME DELLA ROSA (LA SERIE)

 

Me la sarei aspettata un po’ prima a dire il vero, perché lo strepitoso e conosciutissimo romanzo di Umberto Eco una mini-serie dedicata a Il Nome della Rosa se la meritava tutta. Personalmente ho sempre ritenuto il libro un capolavoro, così come il film di Annaud interpretato da Sean Connery e Christian Slater, per questo mi sono avvicinato alla prima puntata del telefilm con qualche timore, immediatamente fugato dalla splendida fotografia di John Conroy, cinquantenne irlandese specializzato in storie medievali, che mi ha trascinato di fronte a un vero e proprio colossal. Peraltro il ricco cast parlava da solo, John Turturro nella parte di Guglielmo da Baskerville, Fabrizio Bentivoglio in quelle di Remigio da Varagine, Rupert Everett, quasi irriconoscibile, nelle vesti del grande inquisitore Bernardo Gui, anche se la palma per la migliore prova recitativa è stata vinta a mani basse dal bravissimo Stefano Fresi, che ha indossato i panni di Salvatore, forse il personaggio del racconto più famoso dopo il sagace Guglielmo. Rilevante anche la prova dell’esordiente romana Antonia Fotaras, nemmeno vent’anni, della quale sentiremo sicuramente parlare. La regia è stata affidata al regista veronese Giacomo Battiato, preciso come lo era nella Piovra, che qui dirige con piglio sicuro in maniera, a tratti, spettacolare. Questa prima puntata mi è piaciuta nonostante conoscessi già la trama e le vicende a sfondo gotico create da Eco. La narrazione televisiva riesce comunque a catturare lo spettatore, i magnifici paesaggi che fanno da sfondo all’introduzione riempiono gli occhi, la curiosità di osservare Turturro alle prese con un personaggio così affascinante e complicato vale da sola il prezzo del tempo dedicato alla visione, così come la sorpresa di fronte a certi approfondimenti tematici inattesi. Un buon inizio, non c’è che dire, aspettiamo i prossimi sviluppi con impazienza, Rai Uno, lunedì in prima serata.

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