IO SONO MIA

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IO SONO MIA

Mia Martini è stata la cantante trattata peggio nella storia della musica italiana. Interprete straordinaria, è stata oggetto di stupide superstizioni da parte di codardi e ignoranti, voci nate da alcuni addetti ai lavori che non erano riusciti ad assicurarsi i favori della bella e brava cantante calabrese. Una delle tante vergogne italiane quindi, che non ha impedito comunque, anche se troppo tardi, di fare entrare Mimì nell’olimpo della canzone internazionale. Giusto dedicarle un film, un omaggio che racconta le vicissitudini, le sofferenze e la solitudine di una donna che non è mai scesa a compromessi, schiacciata da una madre egocentrica ed egoista, da una società bigotta pronta solo a giudicare senza comprendere. Mia Martini ha vissuto durante un periodo difficile e meraviglioso, gli anni di piombo che però portavano anche grandi novità artistiche, soprattutto sul piano musicale. La travagliata esistenza di Mimì è stata comunque contraddistinta da un enorme successo, brani come Piccolo Uomo, Minuetto, Non finisce mica il cielo, l’hanno consacrata al grande pubblico fin da subito, prima di entrare in un tunnel disperato dal quale sarebbe uscita solamente nel 1989, l’anno della partecipazione a Sanremo con Almeno tu nell’universo, pezzo straordinario scritto per lei dal grandissimo compositore genovese Bruno Lauzi. Il ritorno di Mia Martini emozionò tutti, la riportò in auge per qualche anno, fino a quando il destino se la portò via, troppo presto. Luca Barbareschi ha prodotto questa pellicola che è passata al cinema qualche settimana fa e che Rai Uno  ha proposto al suo pubblico con un feed notevole. L’interpretazione di Serena Rossi è incredibile, a parte la grande somiglianza,  riesce a rendere il personaggio, le sue movenze, i suoi sorrisi, la sua voce, in maniera quasi perfetta. Un’opera importante, che prende lo stomaco e il cuore ad ogni inquadratura, nonostante alcune licenze narrative che gli sceneggiatori si sono presi e che riguardano Renato Zero ed Ivano Fossati, abilmente camuffati ma assolutamente riconoscibili. In definitiva, un lavoro credibile che aiuta a capire meglio un’artista sublime, l’ennesimo regalo di Mia al suo pubblico.

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