LA TERZA SERATA DEL FESTIVAL DI SANREMO

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LA TERZA SERATA DEL FESTIVAL DI SANREMO

 

Uno degli aspetti migliori del Festival di Sanremo, da sempre, è la magia che accade tra una serata e l’altra, quando una canzone che al primo ascolto sembrava pessima diventa, via via, assolutamente godibile e spesso, non sempre, perfino bella. E’ successo anche questa volta ovviamente, l’acqua si è tramutata in vino per quel che riguarda Nigiotti, il Vasco-Grignani-Nannini, che spara un secondo turno di livello, regalando al pubblico parole che non passano indifferenti come la prima volta, e lo stesso si può dire per Mahmood e Cristicchi, che personalmente ieri sera mi hanno regalato qualcosa in più, alcune immagini, qualche emozione, un messaggio dentro una bottiglia giunto a destinazione. Poi ci sono i favoriti veri, le conferme, mercoledì Silvestri, ieri The Zen Circus, un connubio perfetto di parole e musica che gira bene anche senza sbandieratori e ballerini. Per il resto, per gli altri, il giudizio rimane invariato, anzi, qualcuno prova anche a peggiorare le cose, come  il duo Dracula-Briga, noiosi più del lecito consentito dalla legge, che non sarebbero lì se ci fossero state le eliminazioni che, un tempo, snellivano di molto il programma sanremese. Il clou della serata, l’esibizione Bagliore-Venditti, ammalia e produce perfino qualche lacrimuccia durante l’esecuzione in coppia della splendida “ Notte prima degli esami”, urlata e vibrante come sempre, ma che questa volta, grazie al Mago, riesce a spaccare il cuore come non mai, trasportando l’intera platea negli anni della tarda adolescenza, quando si poteva ancora sognare e una carezza segnava l’inizio di un amore. Claudio Bisio sembra sempre troppo emozionato, anche se a tratti si riconosce il mattatore di Zelig, soprattutto durante l’esibizione di Paolo Cevoli, perfettamente a suo agio nel ruolo dell’Assessore Cangini. Divertente la gag che Virginia Raffaele improvvisa con l’immensa Ornella Vanoni, ancora bella e fasciata di rosso come l’anno passato, che riesce sempre a prendersi un po’ in giro come fanno tutti i grandi, intelligente e deliziosa. La Raffaele, peraltro, migliora di volta in volta, e non è una sorpresa, e anche in questa occasione conferma di essere un’artista completa e straordinaria. Piace la decisione di Baglioni di chiamare solo ospiti italiani, anche se, e lo scrivo con simpatia, la Amoroso dovrebbe mangiarne ancora di polenta, mentre lo stesso non si può dire degli scafati Raf e Tozzi, che tirano giù acuti come quando erano dei ragazzini, mentre adesso viaggiano sereni verso quota cento, pur mantenendo un aspetto assolutamente giovanile e guascone. Insomma, anche la terza serata è andata, liscia come l’olio a dire il vero, nonostante l’abituale sfondamento della cosiddetta “zona mezzanotte”, quella che nei giorni feriali dovrebbe essere l’antitesi del sonno ristoratore, che invece arriva solo a notte inoltrata, quando Bano appare davanti al letto assieme all’omino delle cispe, inatteso rimpianto di un Festival che però, piano piano, comincia ad ingranare.

 

 

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