NON E’ LA D’URSO: CASO PRATI, QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE. CICCIOLINA VENDE MUTANDE RIGOROSAMENTE USATE…

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NON E’ LA D’URSO

Ennesima prestazione da record ai campionati mondiali di guano-apnea per Barbara D’Urso e la sua trasmissione Live. Si complica, infatti, oltre misura, il caso Mark Caltagirone. Un coacervo di devastati ospiti viene ammesso in studio a discutere del matrimonio fantasma tra il misterioso imprenditore e la pensionata quota cento Pamela Prati, assente a causa di un coma farmacologico dovuto a uno scompenso ulna-radio. Ci sono gay con pizzetti blu in cerca di verità, due o tre Ken Umani, una gubana umana, una ex tronista con le aderenze al cervello, un tipo che si è tatuato un mitra in fronte, la donna con la vita più stretta del mondo, Tekkaman, la vecchia scagazzona che sta sotto il ponte di Verona. Dagospia, collegato da non si sa dove cazzo, arringa e percula in romanesco la platea di creduloni mentre Carmelita cerca di mandare un servizio con una perizia vocale sulla telefonata della scorsa settimana, fake clamoroso eseguito da uno che passava in Piazza di Spagna dietro un compenso di venti euro. Nel backstage, intanto, Cicciolina scalpita agitando un gelido vibratore in vetro di Murano che intende vendere per venti testoni causa débâcle finanziaria, un po’ come Marco Baldini che si è sputtanato ai cavalli quaranta milioni e ride felice perchè gli hanno arrestato una decina di cravattari che, altrimenti, lo avrebbero scorticato vivo per i buffi insoluti. Non c’è Paola Caruso con la mamma biologica, suo padre biologico si è dato alla macchia, e i fratelli biologici già la odiano, se non è come minimo nipote biologica di Melania Trumph da Caffeuccio non la vedremo più. La chiusura viene affidata a una pompatissima Ilona Staller la quale, smentendo Rocco Siffredi, urla ai cinque sferisti che alla pecorina non si può rispondere al telefono, mentre il solito ludopatico Baldini chiede soldi a una corriera di Schio intervenuta a guisa di pubblico a pagamento. Non ci si crede nemmeno vedendolo.

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