ORA O MAI PIU’

PROGRAMMI TV

Chiamare la D’Urso conduttrice televisiva è come dire di un vecchio puttaniere che è uno statista, pura fantascienza, ma nel Belpaese si può. Comunque sia, dopo l’ignobile carnaio messo in piedi da Barbarella, che ora vede i reduci borderline accusarsi reciprocamente di puzza d’ascella e di frenate nelle mutande, qualsiasi programma, anche il campionato mondiale di peto con la fiamma, acquista valore, figuriamoci un format accattivante e ben presentato da Amadeus, che peraltro mi è sempre rimasto sui coglioni, per dire. Si chiama “Ora o mai più”, è un semi-talent che raccoglie ex cantanti famosi caduti nell’oblio per motivi vari che si cimentano, assieme a giudici-maestri liberati per un mese da reparti geriatrici e castelli transilvani, in una gara canora. Niente numeri da circo, mitomani disadattati, vedove inconsolabili a caccia di milioni e maratone calpestate sul dolore altrui, qui le cagate stanno a zero e si fa televisione. Pagello il minimo sindacale.

Donatella Milani – 6 – Piena di livore, si atteggia un po’ e infastidisce, non canta benissimo, la criticano, decide di ritirarsi dal programma perché a sua madre rimangono pochi giorni di vita. Non capisco molto bene perché abbia accettato di partecipare, comunque sia in bocca al lupo.

Jalisse – 5,99 – Lo 0,01 in meno perché sono veneti, e come tali non saranno mai sufficienti fino a quando non verranno colonizzati. Dopo Sanremo avevano alzato un carantano esibendosi in concerti dove eseguivano “Fiumi di Parole” arrangiata in cinquanta modi diversi per poter durare due ore più un bis, che consisteva in “River of Words” cantato a cappella. Lei ci aveva provato da sola a The Voice ma non l’avevano cagata ed era tornata a Susegana di Silea di Marcon di Buson con la coda tra le gambe. Ieri sono stati bravi comunque, su.

Di Cataldo -6 – Aveva fatto un reality tempo addietro, l’avevano espulso per bestemmie e scatti d’ira parossistica, o per il furto di un panino con le sardine, o perchè pare alzasse le mani sulla morosa, non ricordo. Ha molti capelli in meno e la rabbia del rocker, un po’ fa tenerezza un po’ sta sulle balle.

Valeria Rossi – 7 – Propone “Tre Parole” come sempre, d’altronde che cazzo deve fare, una delle peggiori canzoni della storia della musica anche su Klingon, però alla fine si riscatta e fa il suo.

Marco Armani – 6 – Non mi è antipatico, ma non poso essere ipocrita, ai tempi quando lo vedevo arrivare gridavo tarantolato “che due coglioni”, poi spegnevo la tele di gran carriera e andavo a far meditazione anngorrennghecchiò sul Monte Quarin. Purtroppo li ha sbrandellati anche stavolta.

Stefano Sani – 6 – Questo fa tenerezza, insomma, non è uno di cui ti ricordi con facilità, ma lo sa anche lui, sta umile, canta discretamente e alla fine c’ha l’espressione del vaffanculotiè. Bravo Sani.

Alessandro Canino – 10 – Intanto è un bravo ragazzo, si vede subito, ha l’andazzo del toscano bonario che pensa che in fondo non gli è andata male. Più di qualche giudice dice di non sapere chi è, come se non avesse mai cantato “Brutta” in vita sua sotto la doccia. Io lo faccio sempre. Lui comunque non si offende, per questo le qualità canore diventano irrilevanti, è il nostro eroe.

Lisa – 10 – Colpita da una brutta malattia quando era al culmine del successo, ritorna dopo avere vinto la sua battaglia, emoziona tutti con la sua voce ancora potente, commuove anche un cazzone come me.

Dopo i concorrenti i giudici, che un po’ se la tirano, ma se non vi va bene c’è Pomeriggio 5.

Zarrillo – 7 – E’ uno bravo, dimostra di sapere il fatto suo, parla come fanno gli artisti dopo un paio di cannoni di super-skunk e gli si vuole bene.

Orietta Berti – 10 – Brava, competente, regala come sempre grande cultura musicale, è simpatica e cinguetta sul palco come ai bei tempi. Non sottovalutatela perché non lo merita affatto.

Loredana Bertè – 6 – Con lei capita così, a volte non la sopporto, altre mi è simpatica. Ieri era nel mood faccio la figa alternativa. Quando fa così andrebbe messa in un angolino per non frantumare i pubblici zebedei con i suoi deliri megalomani. Alla fine penso sempre che in fondo in fondo è una donna di buon cuore.

Marco Masini – 8 – Anche lui molto bravo, come coach è il migliore in assoluto. Se penso che un tempo, quando cantava, un po’ tutti ci si toccava per via dell’andazzo da porta sfiga, ma era per colpa degli argomenti, nei testi lui non trombava mai, e quando capitava lei si faceva, quando non gli andava di merda gli cadevano i capelli, però cazzo, grande interprete sempre.

Red Canzian – 5, 99 – Insufficiente a causa delle origini, è in realtà musicista enorme e unico Pooh a cui è rimasta la voce per cantare, Facchinetti padre, per dire, andrebbe arrestato prima di ogni acuto, Fogli prima di ogni concerto. E’ piaciuto, e poi è stato, e forse è, uno dei più grandi spaccapatate dell’Italia gaudente, un dongiovanni con i fiocchi a cui non serviva elargire mandorle a titolo di risarcimento come faceva il Cavalier Pompetta D’Orange.

Fausto Leali – 5 – Ci va giù pesante, poi è permaloso e quindi fastidioso. C’è da dire che becca una nota all’inizio di “A Chi” che andrebbe fatta sentire in tutte le scuole di canto a guisa di insegnamento perenne.

Marcella Bella – 6 – Da bambino pensavo che il suo cognome fosse un aggettivo e che torturasse conigli vivi, poi grazie al cielo ho conosciuto “ Le Ore “ e mi sono messo a fare altro. Ha l’accento da soppressata, ma sul palco è sempre professionale e di livello.

Patty Pravo – 2 – Non c’entra un cazzo il Veneto perché Venezia è fuori da certi discorsi, lei ieri non era solo snob, come sempre del resto, ma anche molto stronza. Vlad The Impaler ha colpito ancora, anche se, come ho già detto, in questo momento sta più sul pianeta Voldemort e Potter si è cagato addosso. E’ stata una gran gnocca paladina dell’anticonformismo, quello che volete, ma se quando canta le togli la scopa dal culo ti spara un farsetto che gli Imagination possono andare a vendere le pere a Pavia di Udine.

Amadeus – 9 – Bravo, sul serio, soprattutto perché lo dico io che l’ho sempre detestato. Ha fatto pure gli ascolti, tanto per mettere a tacere i soloni che sostengono il trash come unica via, come se il pubblico fosse composto solo da guardoni. Ho finito cazzo.

 

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