SANREMO 2019, LE PAGELLE DELLA PRIMA SERATA

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PAGELLE SANREMO 2019

La sessantanovesima edizione del Festival della Canzone Italiana è partita ieri sera, di martedì. Claudio Bagliore avrebbe voluto dare il via alle danze già ad agosto, in modo che i pezzi musicali potessero avere qualche giorno in più per entrare nelle orecchie del pubblico, e invece niente, solo cinque serate per ex talent e compagnia cantante, speriamo bastino. A condurre, con Il Mago, Claudio Bisio, mai visto così nervoso, e Virginia Raffaele, un po’ costretta dai testi comici piuttosto blandi, probabilmente riciclati dal novero di battute proposte all’ultimo Zecchino d’Oro. Si parte subito con un pezzo del Capitano tirato e danzato a dovere, quindi entra in campo il primo concorrente, Francesco Renga, cotonato come i Jackson Five e figo come raramente si è visto. Prima delle pagelle di rito, mi si permetta una breve considerazione sulla giuria demoscopica che mette al top della classifica Il Volo: all’ Arkham Asylum hanno dovuto soffocare una rivolta scoppiata per indignazione. Per dire.

Bagliore6 – Fa dell’autoironia ricordando Lerch, è sereno, ingessato, con alcune rughe a vista che ne aumentano il fascino e testimoniano un suo litigio con il punturatore botulinico di fiducia.

Bisio7 – Una garanzia, a prescindere dalla giacca indossata nella prima parte, roba da presentatore da baraccone della donna cannone, e dal momento magico in cui saluta Bocelli a braccio strizzandogli l’occhio, che anche lì, speriamo sia stata una battuta, comunque migliore del monologo che ha portato sul proscenio.

Raffaele8 – Bella, oltre che brava, dovrebbe essere lasciata libera di improvvisare. Schiava dei testi rende la metà di quello che potrebbe, se poi le fanno cantare La Vecchia Fattoria Vegana siamo a posto.

Renga5 – La canzone non mi ha convinto, lui canta così così, boccoli al vento, ammiccando alle prime file e portando a casa la pagnotta con un po’ di mestiere. Sottotono.

D’Angelo e Cori3 – Che palle però, non potevano lasciare il posto a qualcuno che cantasse in maniera comprensibile? Pezzo trito e ritrito, Nino poi non ha più nemmeno la faccia d’angelo dei film che passano alle sette di mattina sui canali tematici Rai.

The Zen Circus8 – Niente male, buon testo, musica coinvolgente che scivola via seguendo ritmi da manifestazione studentesca, coreografia vagamente no-global che non arricchisce un pezzo comunque ben strutturato.

Loredana Bertè8 – Per la prima volta mi piace molto la canzone che porta, lei canna spesso ma va bene così, è grintosa, rinata, lontana parente dei tempi passati in riflessivo rincoglionimento sulla poltrona di Amici.

Nek4 – Per la prima volta mi fa cagare la canzone che porta, devono averla messa assieme in mattinata dopo una serata passata in osteria a cantare I Gobbi, si sente il tocco di Antonacci. Lui un po’ la faccia da hangover ce l’ha, ma non può essere una giustificazione, come per la simpatia che riesce comunque a trasmettere. Non importa, ha già vinto e verrà premiato dal pubblico.

Carta e Shade4 – Non li conosco, ma non è importante, non siamo all’Isola del Famosi, però li trovo piuttosto noiosi, un déjà-vù che si ripropone ad ogni edizione e che porta canzoni che vengono dimenticate dopo un nanosecondo. Non sono i soli.

Achille Lauro0 – Becca zero solo perché c’è anche Il Volo e dovevo tenermi un senza voto per pagellarli, altrimenti arriverebbe ultimo in tutte le classifiche dell’universo conosciuto dopo il Big Bang e forse anche prima. Testo ridicolo, una lista di nomi di personaggi famosi e marche automobilistiche, che sfiora la presa per il culo collettiva. Non devono avergli spiegato bene che Vasco era un’altra cosa.

Il Volos.v. – Io non mi sento di dare un voto a questi qui, ovviamente primi nella classifica parziale, che propinano da anni puttanate âgèe fuori dal mondo e che si presentano sempre con questo piglio fastidioso e antipatico da primi della classe. La mia fidanzata non sarà contenta per quello che sto per scrivere: non li ascolterei nemmeno nella sala d’attesa di un consultorio.

Negrita5 – Li avevo lasciati alla Sagra delle Pere di Pavia di Udine. Un po’ invecchiati, spruzzano un pezzo canonico con un minimo di ruvida essenza rock. So di avere appena scritto una cazzata, di essenza e di rock non v’è traccia, diciamo che fanno il minimo sindacale e basta là.

Paola Turci7 – Può cantare quello che vuole, prende sette sempre. Era la morosa del mio tennista preferito, Paolo Canè, tra le altre cose, e poi è ancora bella e sempre più affascinante. Avanti così Paoletta.

Irama6 – Ha tolto le piume e le ha sostituite con altri pendenti ai lobi che danno fastidio in qualsiasi inquadratura entrino. Però, oggettivamente, il pezzo piace, soprattutto per il testo.

Cristicchi6 – Senza infamia e senza lode. L’ho trovato un po’ banale, rime scontate, qualche orpello, chiude bene ecco, e poi è uno che cerca di raccontare qualcosa, anche sul palco dell’Ariston.

Ghemon4 – Mai visto prima, impalpabile. Siamo sicuri che in un paese di sessanta milioni di abitanti non ci fosse di meglio? Avranno cercato anche a Cerneglons?

Einar4 – Pare sia un raccomandato, ma è un fatto irrilevante,  perchè probabilmente no, non hanno cercato a Cerneglons, o a Drenchia, o nelle frasche fuori porta verso il tramonto, quando la sbronza diventa un po’ più sentimentale e si passa al bel canto in men che non si dica.

Enrico Nigiotti4 – Dai dai, la fusione tra Vasco, Grignani e la Nannini non funziona per niente. Canzone buttata là, atteggiamento da trombatore maledetto che incanta solo qualche sessantenne in cerca di emozioni sognate negli anni ottanta e mai realizzate. Poco sopportabile.

Ex-Otago4 – Ma cazzo, con tutti i gruppi che ci sono in Italia, che è un paese di santi, navigatori, pensionati d’oro, commissari tecnici della nazionale e gente che suona in un gruppo, non c’era sul serio niente di meglio? Anche andando a pescare nella Svizzera italiana o nelle zone di confine tra le lingue minoritarie? A Cerneglons?

Motta4 – Io capisco che ci deve essere un passaggio generazionale, il vecchio che fa posto al nuovo, però questo qui ha vinto il Tenco, e non è in grado di cantare. Devo essere io che, sul serio, non capisco una fava, altrimenti non si spiega. Bano, ci manchi, anche Romina.

Mahmood4 – Non solo Bano, manca anche Zarrillo, Masini, Orietta Berti, chiunque. Pathos zero, possono cantare di qualsiasi cosa, lanciare il messaggio che vogliono, non c’è verso, non riescono a piacermi mai, nemmeno in una svisata, un passaggio semi-gutturale, una pelvica strizzata, niente, non c’è niente da fare.

Patty Pravo con Briga4 – Lei somiglia sempre di più a Gary Oldman in Dracula, lui solo a se stesso e non è una bella cosa, con quell’espressione perennemente incazzata e i nuovi orecchini consigliati da Irama. Troveranno sicuramente gloria nel televoto.

Ultimo6 – Mi piace come scrive, interpreta bene, avrei dato un voto più alto ma aspetto qualche giorno per fare decantare il pezzo. Dei giovani è sicuramente il più brillante. Arriverà, con grande tranquillità, dopo la ventesima posizione. Spero di sbagliarmi.

Daniele Silvestri e Rancore8 – Pezzo figo, niente da dire, poi Daniele si è messo pure a rappare e l’alchimia con Rancore funziona che è un piacere. Chissà perchè va a Sanremo lui, che non ne avrebbe bisogno, però fa bene, le persone intelligenti non sono mai snob.

Boomdabash4 – Appena hanno cominciato sono corso in cesso che avevo un’urgenza, ma li sentivo in lontananza e mi sono sembrati stimolanti. Al ritorno sul divano grazie al cielo avevano finito.

Arisa7 – Canzone strana, piace a pezzi, non va tanto bene quando dichiara la sua felicità di fronte a una platea di gente a cui non passa più da una vita. Canta divinamente, e questo mette a posto ogni cosa e annulla qualsiasi perplessità.

Anna Tatangelo6 – Alla fine della fiera non dispiace affatto. Entra in campo molto dopo la mezzanotte, quando il suo pubblico più fedele, a Sereni Orizzonti, dorme da qualche ora, eppure è brava, canta, ha un buon pezzo, chiude bene.

 

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