SPETTACOLARE EUROVISION SONG CONTEST 2019, MAHMOOD SECONDO CON ONORE.

PROGRAMMI TV

EUROVISION SONG CONTEST 2019

Dopo un drammatico testa a testa con l’olandese Duncan Laurence durato fino a notte inoltrata, Mahmood, portabandiera del Bel Paese all’Eurovision Song Contest 2019 arriva secondo, senza grossi rimpianti, raggiungendo così il miglior risultato degli ultimi trent’anni assieme al secondo posto di Raphael Gualazzi a Düsseldorf nel 2011. L’ultima vittoria risale addirittura al 1990, quando trionfò Toto Cutugno, ma erano altri tempi. L’Eurovision Song Contest è seguitissimo ovunque tranne che da noi, dove viene cagato poco, ma riesce comunque a fare più ascolti di Barbara D’Urso nei momenti di punta quando non esce la foto di Marco Caltagirone, che negli ultimi giorni è stato colpito da un malore e querelato successivamente dalla sua promessa sposa, P.P., che non voglio nominare per non regalarle un decimo di secondo di pubblicità, salvo poi essere nominato al Nobel per l’Industria e l’Artigianato. Bravo dunque Mahmood, anche se c’erano canzoni che a me sono piaciute perfino un po’ di più. Non quella che ha vinto, no, però il pezzo della Macedonia del Nord era piuttosto figo, e non mi sono dispiaciute nemmeno le Paola e Chiara tedesche, uniche nella storia a non avere preso nemmeno un punto al televoto. Stupende le immagini di Tel Aviv, che ospitava il Festival, che fanno capolino tra un’esibizione e l’altra, meravigliose Bar Rafaeli e Gal Gadot, caldo e avvolgente il contributo del pubblico, proveniente, come sempre, da tutti gli angoli d’Europa e dell’Oceania, visto che partecipa anche l’Australia. Tutto bello e straordinariamente sfavillante, fino a quando non entra in campo Madonna, che attizzerà pure grandi e piccini, ma che con la benda all’occhio e la corona in testa sembra una reduce da una serie di zombie sceneggiata da Max Brooks. Canta, come spesso le è accaduto dal vivo, peggio di un tosaerba McCulloch, o della mamma biologica di Paola Caruso, o di Malgioglio durante la quotidiana seduta sulla tazza del cesso in hangover. Ma non è stata l’unica pecca, perché noi italiani ci siamo dovuti beccare pure Flavio Insinna, che poco ha capito del significato aggregativo del contest, che si è esibito in un partigiano e ridicolo tifo da stadio piuttosto rétro, come se vincere contasse davvero qualcosa in quella che è una festa di unità tra i popoli. Per fortuna Federico Russo ha messo più di una pezza al delirio farsesco del Flavio nazionale riuscendo, in questo modo, a portare a casa la pagnotta con una certa dignità. Il prossimo anno tutti in Olanda dunque, dove verrà organizzata l’edizione 2020, sempre se Insinna riesce a sbloccare la sua situazione all’Aeroporto di Tel Aviv, dove è rimasto bloccato per motivi tuttora sconosciuti subito prima di avere lanciato un drammatico SOS via web. Speriamo bene.

Facebook Comments