X FACTOR 2018

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I giudici di X Factor Italia hanno spesso fatto parlare di sé, Morgan, Simona Ventura, Elio, Arisa, però mai come quest’anno il cicaleggio pettegolo ha trovato terreno fertile a causa dello scandalo che ha colpito Asia Argento, paladina del MeToo. Non scriverò di questo, argomento abusato, esagerato e fuori controllo, per concentrarmi sulla gara partendo dalle audizione della prima puntata. Dopo lo spiegone iniziale di Cattelan, uomo immagine e bravissimo conduttore del talent cantato mandato in onda su Sky in diretta e su Otto in differita per i Povery, e la standing ovation per i quattro giudici che, ricordiamo, sono il sofferente rocker bohémien Manuel Agnelli, il novello sposo e signor Ferragni Fedez, la mai troppo amata Mara Maionchi, oltre, appunto, ad Asia Argento. Si parte con il botto, il primo concorrente, che mette d’accordo tutti, è il giovane pianista crooner Emanuele Bertelli, pregiata voce soul e anima nera molto jazzy. Chi colpisce di botto è invece la prima concorrente con l’ukulele di questa edizione, Elena Piacenti. Di tutte le suonatrici simil caraibiche passate alla storia negli anni passati, lei è senza dubbio la migliore. Intanto sceglie una meravigliosa canzone del grande Sergio Endrigo, Io che amo solo te, dimostrando una notevole cultura musicale nonostante la giovane età, poi la esegue con grande pathos stregando l’audience e commuovendo la giuria. Fa ancora meglio, poco dopo, la sedicenne Martina Attili, fin dal backstage nostra assoluta preferita, che si racconta sul palco dedicando un suo pezzo inedito alla malattia che combatte fin da bambina, la cherofobia. Assolutamente bravissima, ottima al piano, sicura e cangiante nei vocalizzi e nei falsetti sempre precisi, emoziona soprattutto per l’evidente carisma e per l’emotiva presenza scenica. Tra gli ultimi ad esibirsi e a colpire nel segno i milanesi Seveso Casino Palace, i quali, aiutati dall’ottima interpretazione grattata della cantante spaccano i culi proponendo una versione rivisitata di un pezzo della pigna in culo Sfera Ebbasta, molto bravi sul serio. Per il resto interpretazioni déjà vù e rigoroso tran tran. Forza Martina Attili dunque, in attesa delle prossime audizioni che, speriamo, portino qualche novità spumeggiante.

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