BREVE STORIA DI ROSITA E KAPLAN di MAX DELISO

VARIE ED EVENTUALI
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A Cormòns abitavo al numero 7 di via Friuli, con Ruggero e Derna, di fronte al Bar Nero, dove mio zio capellone andava a mettere le monetine nel Jukebox e forse per questo qualcuno lo chiamava Giangi Rock 80. Continuando sulla destra si entrava dentro un tunnel che anticipava l’ingresso al Cinema Italia, un luogo meraviglioso che durante la settimana proiettava la Giovannona Coscialunga per i militari e dove passavo intere domeniche a guardare tutti gli spettacoli dello stesso film, perchè una volta si poteva. Lì ho fatto il tifo per Godzilla, ho sognato di essere il Corsaro nero e Trinità, ho guardato di nascosto Soldato Blu vietato ai 14 che io non li avevo, e lì, in quel posto lì, ho imparato ad amare il cinema e a scrivere storie. Questo dico io, quando mi chiedono, che scrivo storie, senza pretese, fino ad ora brevi, un po’ come Raymond Carver, tra una risata e un pianto, da leggere ovunque, per gli altri, per me. Breve Storia di Rosita e Kaplan invece è un romanzo, anche un po’ sofferto, nato tra un gol del Pipita e una passeggiata con Lucia Castellano, che amo e che ringrazio perchè, senza di lei, questo libro non ci sarebbe. Così come non ci sarebbe se non avessi incontrato un editore pazzo e coraggioso come Ivo Tiberio Ginevra e la sua socia factotum Anna Squatrito, perchè bisogna proprio essere pazzi e coraggiosi per investire tempo e soldi su di me. Mentre scrivo sto ascoltando Stellaire 1, tours du mond, tours du ciel di George Delerue, e penso a quanta verità ci sia nel surreale mondo di Rosita e Kaplan, tra nani, conti puttanieri e cani parlanti, penso alla dignità di chi ha abbastanza senso dell’umorismo per gestire l’ennesima sconfitta e ride, e ricomincia poi di nuovo, penso alla durata di un attimo felice, sempre intenso e veloce, spesso inaspettato. Ecco.
” Certi film ti lasciano dentro qualcosa per sempre. Sono pochi, sono quelli cui pensi a volte per ritrovare dieci secondi di serenità prima di ricominciare a mangiare la merda, sono le immagini che racconti, la sera, a chi ami, e ti strappano un sorriso, o una lacrima veloce, sono storie semplici che dicono di vite complicate, legate a effimeri palpiti che scivolano nei ricordi che un tempo rivivremo.” da Breve Storia di Rosita e Kaplan, che viene stampato in questo istante.

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