PALMA D’ORO A MARCELLO FONTE

VARIE ED EVENTUALI

Non mi frega un cazzo del film di Garrone o di quello che Fazio dice del film di Garrone, penso solo che la Palma d’Oro assegnata a Marcello Fonte sia una roba meravigliosa. Ci si è commossi più volte qui in collina con la Buggy, per come è lui, per le sue parole, per quei gesti timidi con le mani che raccontano la sua modestia, per quello sguardo stupefatto e stupendo che puoi trovare sempre sulla faccia di uno che pensa che non è vero niente, che al prossimo risveglio non sarà più vero niente, che è pure normale che non sia vero niente. E invece non è stato così, perchè una volta su un milione Dio si regala uno sguardo veloce sul mondo e poi scende, canticchiando, con il petto in fuori e i piedi a papera, per godere di un po’ di purezza dentro un centro sociale dove fanno teatro come a Broadway e c’è un piccolo contadino calabrese che sa tutte le battute di tutti a memoria, abituato solo agli applausi finti che la pioggia creava cadendo sul tetto ondulato in lamiera della sua casa di bambino, e poi gli battono veramente le mani, tanto che lui si inchina e ringrazia, ringrazia sua mamma e la gente di Francia, quanta strada nei suoi sandali, quanta ne avrà fatta Bartali.

 

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