REGOLE DA FIUME

VARIE ED EVENTUALI

 

I telegiornali lo hanno urlato a pieni polmoni, tra pochi giorni una massa di lava cadrà sulla terra, il mare coprirà le terre emerse e ci sarà un’ondata di caldo africano come non succedeva dal ’28. Questo ultimo accadimento porterà alcuni radical chic milionari e finti comunisti all’esodo in massa verso le ciottolose spiagge di fiume nostrane.

REGOLE DA FIUME

– Al fiume vanno gli alternativi comunisti avari quando non occupano i tavolini di un’osteria trendy bevendo uno spritz bianco in sei ore o un rosso della casa.
– Al fiume le zanzare, grosse come fagiani e sponsorizzate dalla Red Bull, ormai non ti pungono nemmeno più: ti inculano.
– Al fiume cagano tutti i cani di tutti.
– Al fiume i comunisti usano la cacca dei cani come carbonella per la griglia, per risparmiare e perché è ecologico. Poi lasciano le lattine di Lasko Pivo sul greto.
– Al fiume, anche in agosto, l’acqua ha una temperatura che non arriva ai due gradi, quando va bene, altrimenti ghiaccia e i contadini possono pattinare.
– Al fiume c’è sempre un coglione che irride i presenti e si butta in acqua da una roccia altissima urlando. Di solito non sono comunisti ma gente di Attimis, o veneti, o figli di militari, o militari. Se dio se ne accorge li fa schiantare contro qualche pietrone o blocca loro la digestione, come è giusto che sia.
– Al fiume ci sono i sassi, tutti appuntiti. Quelli lisci sono stati lanciati da mio padre anni fa per farmi vedere come rimbalzavano sull’acqua mentre io lo guardavo dicendogli che non me ne fregava    un cazzo e chiedendogli se mi portava a Grado Vecchia a guardare le donne in topless e a giocare con le figlie dei ricchi.
– Al fiume, a causa dell’estinzione dei sassi lisci, ci si scortica i piedi a sangue e si prende l’epatite, lasciata in giro dai comunisti che si drogano.
– Al fiume le nutrie, alte anche due metri, distribuiscono goldoni a pagamento alla fine dei sentieri.
– Al fiume i comunisti chiedono un euro alle nutrie per reimpiegarlo poi in spritz bianchi o in biglietti del bus, che prendono quando il papà non gli ha pagato l’assicurazione del Suv.

 

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