STORIE DA BAR

VARIE ED EVENTUALI

La cameriera del bar è alta almeno un metro e ottanta, bionda, occhi verdi, novanta sessanta novanta, e al tavolo d’angolo c’è un uomo che legge il Corriere Economia con fare stanco, i coglioni pieni e un alito agghiacciante. Ha pochi capelli radi sulla testa colorata dalla psoriasi, non scopa dal luglio del 1994, che aveva vinto due milioni al Gratta e Vinci e si era pagato una prostituta africana sovrappeso trecento carte facendo, tra le altre cose, una pessima figura dovuta a un pisello mingherlino. Ma non ci interessa. Lui è lì, e la patonza dietro il banco lo guarda chiedendosi quando cazzo avrebbe ordinato, mentre lui, che se ne accorge, si regala risposte diverse, del tipo ommioddio mi ha guardato perchè le piaccio. Ora, signori, i morti di figa da corner table hanno delle caratteristiche particolari, sono di origine veneta, laureati in Ingegneria Civile, lavorano alla Danieli, sono amanti di Lars von Trier e dell’Aperol Spritz detto ape del venerdì al Leon d’Oro, e, soprattutto, ammantati da un alone di sfiga che a confronto Ciccio Pasticcio è un tombeur de femmes superdotato. Quest’uomo, iscritto al sito www.trovalafiga.it, ha terminato la sua vita non appena Olga del Bar Wow ha abbassato il suo sguardo per lasciare un bianchetto a due gruisti di Cave del Predil, tarantolato e in preda a una sorta di delirio di onnipotenza soggiornerà prima al solito posto anonimo, poi più audacemente al bancone, per il resto della sua esistenza, senza trombare mai, polverizzando stipendi in regali scintillanti, alcolizzato, solo, triste e leghista.

 

 

 

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